CAF CHAMPIONS LEAGUE 2013 - Preview della fase a gironi, le 8 protagoniste ai raggi X



Rimangono le otto migliori d'Africa. Non in senso assoluto, intendiamoci, ma questo è quello che ha detto l'edizione 2013 della CAF Champions League, la Coppa dei Campioni africana. 

Una competizione troppo poco seguita per essere apprezzata in pieno, che quest'anno è giunta alla 49°edizione - la 17° nel formato attuale - e che arriva da un biennio di dominio maghrebino, dato che nel 2012 furono gli egiziani dell'Al Ahly ad imporsi in finale contro i tunisini dell'Esperance, che a loro volta vinsero nel 2011, dopo due anni dominati in lungo ed in largo dai congolesi del Mazembe. Sono loro i grandi esclusi di questa fase a gironi che determinerà - tramite le prime due classificate per ogni gruppo - le semifinali, dato che negli ottavi di finale i ragazzi del tecnico francese Patrice Carteron (ex Lens) sono stati eliminati a sorpresa dai sudafricani degli Orlando Pirates, dopo aver perso 3-1 a Johannesburg e non esser riusciti a ribaltare il verdetto nel ritorno a Lumumbashi (vinto solo 1-0 davanti a 18 mila spettatori). Saranno proprio i Pirati sudafricani ad aprire le danze nel primo match del Gruppo A, che li vede impegnati in casa contro i Leopard de Dolisiè, congolesi giunti qui dopo la fortunosa vittoria ai rigori contro gli algerini del Setif. A completare il primo girone ci saranno anche le due egiziane Al Ahly e Zamalek, club storicamente rivali, che già nelle scorse edizioni hanno avuto modo di incrociare le spade, servendo - per la precisione - un piatto succulento per contenuti e contorniato da soliti incidenti di natura politica. Nel Gruppo B spazio ai tunisini dell'Esperance, ormai habitués della competizione più importante del Continente Nero e favoriti per il passaggio del turno, che se la vedranno con il Cotonsport (Camerun) e gli angolani del Recreativo Do Libolo, oltre alla matricola Séwé, ivoriani campioni in patria la scorsa stagione.

Andiamo a conoscere le otto protagoniste presenti ai nastri di partenza.



ORLANDO PIRATES

Città: Johannesburg, Sudafrica
Fondazione: 1937
Presidente: Irvin Khoza
Allenatore: Roger De Sa
Stadio: Ellis Park, Soweto, Johannesburg (70.000 posti)
Palmares: 3 titoli nazionali, 1 CAF Champions League, 1 Supercoppa CAF
Il cammino: eliminate Djabal Club (5-0, 4-0), Zanaco (1-0, 2-1), Mazembe (3-1, 0-1)

Unici nel palcoscenico sudafricano ad aver alzato al cielo un Coppa dei Campioni, gli Orlando Pirates si presentano al via in questa fase finale come mina vagante decisamente pericolosa per chiunque possa pararsi sulla loro strada. Secondi in campionato dietro ai rivali storici del Kaizer Chief, i Pirati di Soweto arrivano a questo punto dopo aver eliminato una delle corazzate africane. Infatti, in fase di qualificazione, la squadra del sobborgo di Johannesburg ha fatto fuori niente meno che il fortissimo Mazembe, battuto in casa 3-1 e bravo a limitare i danni nella gara di ritorno, persa solo 1-0. Gli Orlando Pirates puntano tutto sulla prolificità offensiva, in un reparto guidato dallo zambiano Collins Mbesuma, giustiziere proprio del Mazembe con una doppietta nella gara di andata. In porta gioca l'altro fuoriclasse del gruppo guidato dal portoghese De Sa, il nazionale ghanese 28enne Fatawu Dauda. Arrivare tra le prime due sarà un'impresa non da poco, vista la presenza dei colossi egiziani, ma tentare non nuoce e - mai come quest'anno - le possibilità per andare ci sono.



AL AHLY

Città: Il Cairo, Egitto
Fondazione: 1907
Presidente: Hassan Hamdi
Allenatore: Mohammed Youssef
Stadio: Stadio Internazionale del Cairo (74.000 posti)
Palmares: 36 titoli nazionali, 35 Coppe d'Egitto, 6 Supercoppe d'Egitto, 7 CAF Champions League, 4 Confederations Cup CAF, 4 Supercoppe CAF, 7 Coppe di Hussein
Il cammino: eliminate Tusker (2-1, 2-0), Bizertin (0-0, 2-1)

Il colosso d'Africa per eccellenza, di gran lunga - per la sua storia - il più forte di tutti i tempi. Nemmeno quando il campionato locale si è fermato per motivi che nulla hanno a che fare con il calcio l'Al Ahly si è fermato. Campioni in carica, i Faraoni arrivano carichi a mille ad affrontare un girone difficile dove le motivazioni saranno a mille data la presenza dei rivali di sempre dello Zamalek. Lo scheletro della squadra è anche quello della nazionale egiziana, che vede la difesa imperniata sull'esperienza di Wael Gomaa - arcigno difensore centrale - e sulla rapidità di Ahmed Shedid, i quali compongono una cerniera centrale tra le più affidabili dell'intero Continente. A metà campo esperienza e gioventù si amalgamano perfettamente, con il 36 Barakat ancora nel vivo del gioco e Ahmed Shokri, nuovo astro nascente del calcio egiziano, che stanno facendo crescere il 19enne Trezeguet, solo omonimo del campione francese e nazionale Under-20, con la quale nei recenti Mondiali ha segnato anche un gol. Davanti il brasiliano Daniel Da Silva, 23 anni da Campinas, e Ahmed Abdul Zaher compongono la coppia d'attacco dietro alla quale giostra Moteab, altro nazionale. Una squadra che tutti definiscono imbattibile, che però ha rischiato grosso nel turno scorso quando si è imposta di misura, e allo scadere, sui tunisini del Bizertin.



ZAMALEK

Città: Il Cairo, Egitto
Fondazione: 1911
Presidente: Galal Ibrahim
Allenatore: Hossam Hassan
Stadio: Stadio Internazionale del Cairo (74.000 posti)
Palmares: 11 titoli nazionali, 19 Coppe d'Egitto, 5 CAF Champions League, 1 Confederations Cup CAF, 3 Supercoppe CAF
Il cammino: eliminate Gazelle (7-0, 0-0), Asv Club (1-0, 0-0), Kedus Giorgis (1-1, 2-2)

Non è facile essere costantemente indicati come gli eterni secondi". Eppure lo Zamalek è esattamente questo, perchè pur essendo un colosso a livello sportivo e societario, patisce da sempre il confronto verso i rivali dell'Al Ahly. La Champions, crudele come sempre, le mette ancora una volta davanti nella fase a gironi prima dell'atto finale e come tutte le volte si spera che nel doppio confronto ci si fermi allo spettacolo del campo. Prima squadra araba a entrare tra i primi posti del Ranking Mondiale (2003), lo Zamalek ha cambiato diversi allenatori negli ultimi anni passando dal rifiuto in extremis di Zaccheroni ai francesi Michel e Decastel, fino ad arrivare all'idolo egiziano Hossam Hassan, una vita spesa da calciatore con la maglia dei Faraoni. I giocatori di punta del suo Zamalek "portato ad offendere, sempre e comunque" sono la coppia d'attacco straniera, formata da Rayad Omotoyossi del Benin (con un passato in Svezia) e dal burkinabè Abdoulayé Cissé, dal difensore centrale Mohammed Shafy e dal 21enne regista Omar Gaber, direttore dell'orchestra di Hassan che gioca solo col destro e calcia le punizioni in maniera divina. In rosa c'è anche Ahmed Hassan, centrocampista che conta ormai 38 primavere ma come riserva risulta ancora efficace. Arrivato fin qui senza particolari problemi, lo Zamalek intende stupire, eliminando - perchè no - il nemico.




LEOPARDS DE DOLISIE

Città: Dolisié, Congo
Fondazione: 1953
Presidente: Remy Ikounga
Allenatore: Mario Omog
Stadio: Stade Denis Sassou Nguesso, Dolisié (20.000 posti)
Palmares: 1 titolo nazionale, 2 Coppe del Congo, 1 Confederations Cup CAF
Il cammino: eliminate Mounana (2-0, 0-1), Kano Pillars (1-4, 3-0), ES Setif (1-3, 3-1 poi vittoria ai rigori)

Primi... per caso. Questa frase riassume perfettamente l'ultimo anno dei Leopards di Dolisié, città minuscola del Congo (l'originale, non l'ex Zaire) che che si è ritrovata sul tetto del paese all'improvviso, vincendo un campionato dove alla vigilia nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di loro. Eppure Mario Omog, artefice di questo miracolo, decide di non limitarsi a farsi un nome in patria, e quando i suoi Leopardi sbattono fuori - in sequenza - i gabonesi del Mounana, i Kano Pillars e l'ES Setif, colosso algerino, in Congo iniziano tutti a guardarsi attorno per capire chi è questa società piccola ma furente. In particolare le imprese firmate contro i nigeriani e gli algerini fanno scalpore, frutto di rimonte col coltello tra i denti. A Kano i Leopards perdono 4-1, ma a Dolisié ribaltano il passivo vincendo 3-0, con buona pace di chi non credeva in loro. E quando con il Setif, vincitore in Algeria per 3-1, i ragazzi di Omog pareggiano il parziale per imporsi ai rigori ecco che il Congo intero sposa la discesa di questi eroi nazionali, pronti a misurarsi con i colossi del Continente. E' comunque inutile girarci intorno, perchè il divario dalle altre c'è ed è rimarcato, basti pensare che la società non si è potuta permettere il viaggio aereo in Sudafrica dove i Leopards esordiranno in quel di Johannsburg. Con queste premesse sarà dura andare avanti, ma esserci è già un successo.




ESPERANCE  SPORTIF TUNISI

Città: Tunisi, Tunisia
Fondazione: 1919
Presidente: Hamdi Meddeb
Allenatore: Maher Kanzari
Stadio: Estade El Menzah, Tunisi (45.000 posti)
Palmares: 24 titoli nazionali, 14 Coppe di Tunisia, 2 CAF Champions League, 1 Confederations Cup CAF, 1 Supercoppa CAF, 1 Coppa CAF, 1 Champions League Araba, 1 Coppa afro-asiatica, 1 Supercoppa araba
Il cammino: eliminate 1°de Agosto (1-0, 1-0), JSM Belaja (0-0, 1-0)

Campione due anni fa e vice-campione nella passata edizione. Con queste credenziali l'Esperance di Tunisi si presenta come carro armato e testa di serie nel girone B, dove sulla carta ha tutto per vincerlo senza particolari patemi. Alla squadra già rodata e forte, si è aggiunto nell'ultimo anno il centravanti ghanese Emmanuel Clottey che con i suoi gol garantisce i numeri necessari all'attacco tunisino per andare avanti. Clottey rimarrà a Tunisi ancora un paio di mesi, poi si trasferirà negli Emirati Arabi dove ha firmato un contratto faraonico con l'Al Dhafra, mentre non rientrarà - sempre dall'Oriente - l'asso Msakni. Poco male, perchè il capitano Chammam, il portiere Ben Chrifia e la coppia di centrali difensivoi formata dal ghanese Afful e dall'algerino Yahia (31 anni, passato anche dall'Inter) garantiscono quella sostanza necessaria per arrivare fino in fondo, passando magari per i piedi di chi dovrà sostituire Clottey tra poco tempo, quel Youcef Belaili che a 21 anni viene considerato il nuovo talento del calcio algerino. Il tecnico Kanzari è stato incalzato più volte sulla perdita dei pezzi pregiati nell'ultimo anno (oltre Msakni e Clottey, anche Darragi lascò l'ES lo scorso settembre), ma il tecnico non si è mai scomposto affermando che il gruppo viene prima di tutto, perchè è il gruppo a vincere le partite. Il sogno di Kanzari? "La rivincita con l'Al Alhy".




COTON SPORT FC GAROUA

Città: Garoua, Camerun
Fondazione: 1986
Presidente: Pierre Kaptene
Allenatore: Alain Guedou
Stadio: Roumdé Adijah Stadium, Garoua
Palmares: 11 titoli nazionali, 5 Coppe del Camerun
Il cammino: eliminate Ura (0-0, 0-0 poi vittoria ai rigori), AFAD (1-0, 2-1), Stade M. Bamako (3-0, 0-0)

Fondato nel 1986 come squadra del dopolavoro di un cotonificio di Garoua, con l'arrivo di sponsor e la buona gestione il Cotonsport ha fatto rapidi progressi attraverso le leghe regionali raggiungendo la massima serie nel 1993. Nel 1997 sotto la guida dell’ex allenatore della nazionale Jules N’yongo vince il primo campionato riconfermando il titolo anche l’anno successivo, per poi vincere il terzo titolo nel 2001 approfittando del crollo delle grandi squadre di Yaounde e Douala. Oggi la società è una delle realtà più importanti del Camerun, nonchè colei che tra le sue fila annovera il bomber momentaneo di questa Champions League; Alexis Yougouda è la nuova senzazione della squadra, nato nel 1994 e cresciuto proprio nel vivaio biancoverde. Con il Coton Sport, Yougouda ha esordito in campionato segnando 12 gol e - appunto - mettendosi in mostra in coppa dove ha giustiziato gli ivoriani dell'AFAD e i maliani dello Stade di Bamako. Il resto della squadra non presenta particolari punti di forza, se non nell'organizzazione difensiva curata meticolosamente dal tecnico Guedou, nato proprio a Garoua e impegnato attualmente a vincere la sfida del "profeta in patria". L'impressione è che i camerunensi possano competere per la seconda piazza con il Recreativo, squadra con la quale giocheranno alla terza giornata in casa, per poi chiudere fuori all'ultima.




CLUBE RECREATIVO DO LIBOLO

Città: Libolo
Fondazione: 1942, rifondato nel 2006
Presidente: Rui Campos
Allenatore: José Dinis
Stadio: Estadio Municipal de Calulo, Libolo
Palmares: 2 titoli nazionali
Il cammino: eliminate Simba (1-0, 4-0), Al Merreikh (2-1, 2-1), Enugu Rangers (0-0, 3-1)

Una delle squadre in ascesa nel calcio angolano è senza dubbio il Recreativo do Libolo, club dell'omonima città che ha alle spalle una storia decisamente particolare. Nato nel 1942, venne rifondato nel 2006 come Polisportiva dato che in Angola il basket e la pallavolo rappresentano due realtà importanti con le decine di titoli conquistati. La parte calcististica è meno vincente, ma si è comunque portata a casa due edizioni della Girabola (il campionato nazionale) competendo con altre realtà più ricche come quelle della capitale Luanda, soprattutto il Petro Atletico, e il Kabuscorp, club che fino ad un anno fa annoverava tra le sue fila il brasiliano Rivaldo. Presidente e allenatore sono portoghesi, così come lo zoccolo duro del 4-3-3 che il tecnico Dinis mette in campo settimanalmente, che rispecchia l'attaccamento che intercorre ancora tra l'ex colonia lusitana e la Terra Madre. In rosa c'è un sudamericano, l'argentino Andres Madrid, e l'uomo copertina della squadra è il 29enne Zé Kalanga che i più attenti ricorderanno con la nazionale rossonera ai Mondiali del 2006. Da segnalare l'impresa contro gli Enugu Rangers, nigeriani battuti 3-1 in casa dopo lo 0-0 di Kano.




SEWE' SPORT DE SAN PEDRO

Città: San Pedro, Costa d'Avorio
Fondazione: 1953
Presidente: Lacina Kone
Allenatore: Milislav Bogdanovic
Stadio: Stade August Denise, San Pedro
Palmares: 1 titolo nazionale
Il cammino: eliminate Horoya (0-0, 3-0), Al hilal (4-1, 1-3), FUS Rabat (1-1, 0-0)

C'erano 8 mila persone all'Auguste Denise di San Pedro per festeggiare il primo storico titolo del Séwé, ottenuto la scorsa stagione contro ogni pronostico. Più di quanto l'impianto potesse contenerne, ma incredibilmente non è successo nulla. E oltre 8 mila erano i presenti quando contro l'FUS Rabat i ragazzi di Lacina Kone hanno protetto l'1-1 ottenuto in Marocco per prendersi una fase finale che, per stessa ammissione del tecnico, non era nemmeno lontanamente immaginabile. Alla seconda partecipazione assoluta, il Séwé ora vuole stupire tutto il Continente con una squadra giovane e sbarazzina. L'età media - di 23,2 anni - potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio,visto che se è vero che l'entusiasmo a questi ragazzi non manca, in alcuni frangenti la mancanza totale di esperienza potrebbe rivelarsi fatale. Il leader del gruppo è il centrocampista, e capitano, Souleymane Dembelè, metronomo del Séwé e fosforo nel cuore della squadra. Il numero 8 è il giocatore dal quale passano tutti i palloni, e dai compagni viene considerato un vero e proprio allenatore in campo. Attorno a lui giocano, come anticipato, parecchi ragazzi interessanti come il 23enne ghanese Ocansey Mandela e l'esterno destro Roland Kakou, due di cui - secondo Dembelé - sentiremo parlare.

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