“Il calcio in Albania sta crescendo”: intervista ad Enxhi Fero


Continua il nostro giro di interviste intorno al mondo, alla scoperta dei vari movimenti calcistici meno conosciuti. Oggi parliamo di Albania con il nostro collega blogger Enxhi Fero, che sul web cura il miglior blog riguardante il calcio albanese.


Come molti sapranno, tu segui in maniera dettagliata movimento calcistico del tuo paese, che ai molti rimane sconosciuto nonostante - soprattutto a livello di nazionale - sia cresciuto molto negli ultimi anni. Come ti spieghi questa ascesa?

Gran parte del merito di questa ascesa va attribuito alla nazionale e a mister De Biasi. Comunque andranno le cose, l'allenatore italiano verrà ricordato per sempre perché ha cambiato la storia dell'Albania calcistica. Tutti quanto gli albanesi si riconoscono nella nazionale ed è proprio questo il più grande merito - oltre a quelli calcistici - dell'allenatore italiano. Ora quando Cana e compagni scendono in campo l'intera nazione si ferma per davvero. Si è creata un'immagine veramente bella della Nazionale, e sono sicuro che anche i vari Shaqiri, Behrami, Granit Xhaka, Mehmedi, Dzemaili, Kasami e Konè, se avessero dovuto scegliere ora con chi giocare, avrebbero scelto l'Albania. Tornando all'ascesa del nostro movimento calcistico, importante è stata anche la crescita dal punto culturale, politico ed economico. L'Europa non guarda più l'Albania come una "nazione minore", e così ragionando è normale che prima o poi si sarebbe "scoperto" anche il nostro calcio oltre le altre cose. Detto questo, il livello del campionato rimane pur sempre medio-basso, ma nel giro di 4-5 anni possiamo arrivare a buoni livelli. E pian piano l'Europa calcistica colonizzerà anche l'Albania.

Gianni De Biasi ha parlato in maniera entusiasta dell'Albania come paese. E gli albanesi cosa pensano di De Biasi?
Gli albanesi, compreso me naturalmente, apprezzano tantissimo il lavoro svolto in questi anni. Ci ha trasformato in meglio, basta vedere che ora non siamo più una squadra materasso come in passato. Certo, non siamo ai livelli di Germania, Italia, Spagna ecc..., ma il lavoro di De Biasi e Tramezzani ci ha dato la convinzione e ha convinto anche gli altri che l'Albania può giocarsela con chiunque. Magari poi perde tre a zero, ma darà il massimo e se la giocherà fino alla fine. La vittoria in Portogallo è stata l'apice di tutto questo, e non ha fatto altro che elevare alla massima potenza la stima degli albanesi nei confronti di Gianni De Biasi.

La rincorsa all'ultimo mondiale è sta per certi versi sfortunata, ma l'Europeo allargato potrebbe rappresentare una ghiotta opportunità per centrare la prima storica qualificazione a tale manifestazione. Ce la faranno il mister ed i suoi?
E' difficile, ma non impossibile. Peccato per la partita di Belgrado perché avrebbe potuto già indirizzare il girone a favore nostro, ma siamo comunque ancora in piena corsa. Sarà fondamentale la partita di fine Marzo in casa contro l'Armenia, match che temo tantissimo. Vincere vorrebbe dire mettere da parte quasi definitivamente gli armeni e raggiungere la Danimarca a quota sette in classifica. Ma i tre punti sono tutt'altro che scontati. Penso, comunque, che almeno i play-off siano alla nostra portata per come si sono messe le cose.

Passiamo al campionato, arrivato a due terzi del suo svolgimento. La lotta in vetta è tra tre squadre, oggi racchiuse in quattro punti. Chi la spunterà?
Le favorite sono sicuramente Skenderbeu e KF Tirana, il Kukesi è leggermente più indietro più che altro per mancanza d'esperienza essendo una squadra che è soltanto al terzo anno nella massima divisione albanese. Il Tirana ha la rosa migliore ma, proprio per questo, ha anche molta pressione su di sè. La voglia di tornare al titolo potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio. Per questo il favorito numero uno rimane lo Skenderbeu, che domenica ha conquistato la vetta in solitaria della classifica. La squadra di Mirel Josa è ormai abituata a vincere e a gestire pressioni importanti (questo sarebbe il quinto titolo consecutivo). Dopo un inizio difficile, i favoritissimi ora sono loro.

In coda l'Elbasani sembra spacciato, mentre Apolonia e Teuta si giocheranno il terz'ultimo posto, che significa salvezza. Chi vedi favorito?
Per l’Elbasani penso che il discorso salvezza sia chiuso già da un bel pezzo. Squadra troppo poco competitiva a livello di rosa. Tra le altre due, invece, la favorita per la salvezza è sicuramente il Teuta ma occhio all’Apolonia. L’avvento in panchina di Artan Mergjyshi ha portato tanto entusiasmo e soprattutto risultati , per una squadra che fino a quattro giornate fa aveva realizzato soltanto quattro reti in 23 partite di campionato. Sarà una delle belle lotte che ci aspettano da qui alla fine della stagione.

Quali sono le sorprese (in positivo ed in negativo) e le conferme di questa stagione?
La sorpresa in positivo è il Laçi di Armando Cungu. Anche se più che sorpresa i bianco-neri sono diventati ormai una costante del nostro campionato. Pur avendo un budget molto limitato, il Laçi è per il secondo anno consecutivo in lotta per un posto in Europa League, frutto di un grande lavoro e di una mentalità vincente. Con la vittoria nel recupero di giovedì contro il Flamurtari, sono arrivati a quota sei vittorie consecutive e addirittura a -7 dalla vetta. La sopresa, anzi, le sorprese negative sono Flamurtari (allenato da Ernestino Ramella) e Vllaznia (allenato fino a dieci giorni fa da Baldo Raineri). I primi hanno avuto l’opportunità di investire tanto in questa stagione che prometteva grandi cose ma che alla fine si sta rivelando un altro buco nell’acqua. Tutti gli obiettivi sono svaniti e non c’è più speranza nemmeno per un posto in Europa League, visto che sono stati eliminati ai quarti della Coppa d’Albania e che hanno tredici punti di ritardo dal quarto posto. Storia simile quella del Vllaznia. Tante aspettative all’inizio della stagione quando la GEA SPORT di Roberto Nava aveva preso il timone della società, ma nessun risultato soddisfacente a causa soprattutto di problemi societari che poi hanno portato all’allontamenteo della stessa GEA SPORT.

In vetta alla classifica dei marcatori c'è un giocatore che ha fatto decisamente il vuoto dietro a sè, il croato Pejic del Kukesi. E' pronto per il salto in un campionato più competitivo?
Bomber Pejic è maturo da un bel po’, visti i suoi 32 anni. Non penso che si trasferirà in un campionato più importante, a mio parere se dovesse andare via dall’Albania andrà in uno dei campionati dove molti giocatori scelgono di chiudere la carriera, come Arabia Saudita o Cina. O anche Iran. Visto che a Gennaio il Persepolis era disposto a “riempirlo d’oro” pur di averlo. In alternativa c’è ancora il campionato albanese, visto che l’attaccante croato ha ripetuto più volte di trovarsi a meraviglia in Albania, e i gol segnati negli ultimi anni vanno a favore di questa tesi.

Scorrendo l'elenco dei cannonieri troviamo due giocatori che in passato si segnalarono con le maglie delle loro rispettive nazionali giovanili. Parlo di Sebastian Sosa - passato anche dal Palermo - e del nigeriano James Adeniyi? Come si stanno comportando?
Entrambi stanno disputando un ottimo campionato e si stanno mettendo in evidenza. Per questo, penso che per loro questa sarà l’ultima stagione in Albania. Sosa, al 99%, vestirà la maglia del Lugano (che a Gennaio ha acquistato il suo cartellino dall’Empoli), società gestita per la maggioranza dallo stesso procuratore dell’uruguaiano, ovvero Pablo Bentacourt. James invece ha l’imbarazzo della scelta: per lui sono arrivate offerte da Ucraina, Polonia e dalla seconda divisione tedesca. Servirà però un’offerta di almeno 50.000 euro, visto che il contratto del giocatore scade a Dicembre 2015. Ma a quella cifra è davvero un grande affare per chiunque.

Capitolo giovani. Chi sono i migliori prospetti del campionato albanese?
Oltre i già citati Sebastian Sosa (1994) e Adeniyi James (1992), ci sono l’attaccante nigeriano dello Skenderbeu Peter Olayinka (1995, ora squalificato per questioni burocratiche di tesseramento), il difensore centrale del Partizani Tirana Amir Rrahmani (1994), il mediano del Vllaznia Ardit Krymi (1996) e l’esterno d’attacco dell’Apolonia Fier Realdo Fili (1996), che è in un momento di forma strepitoso visto che ha realizzato tre reti nelle ultime tre partite disputate. Tutti talenti che hanno davanti un futuro nel calcio di medio-alto livello. Se fossi un direttore sportivo non esiterei nemmeno un secondo.

Come lavorano secondo te i vivai giovanili alle vostre latitudini?
Non si lavora come dovrebbe ma per cause maggiori, come la mancanza di infrastrutture adatte e la mancanza d’investimenti nei campionati giovanili. Non c’è quella cultura che per esempio c’è in Croazia o in altri paesi d’Est Europa, nonostante in quanto a talento siamo in quei livelli. Piano piano miglioreremo anche questo aspetto.

Albanesi all'estero. Nelle ultime stagioni sono aumentati i trasferimenti nel resto del continente europeo. Chi sta facendo meglio?
In questo momento per rendimento i migliori all’estero sono sicuramente il capocannoniere del campionato svizzero Shkelzen Gashi (Basilea) e Bekim Balaj (Rijeka). Leggermente più sotto troviamo Elseid Hysaj dell’Empoli, Sokol Cikalleshi del RNK Spalato, Odise Roshi del FSV Frankfurt e Alban Meha del Paderborn. Ce ne sono davvero tanti. Buon per mister De Biasi, dato che nelle prossime convocazioni avrà l’imbarazzo della scelta.

Gli strascichi di Serbia - Albania, e di quella maledetta serata a Belgrado, sono ancora visibili. Tu che idea ti sei fatto di tutta la vicenda?
Uno dei miei migliori amici è serbo. Questo, per dire che io non ho nulla contro la Serbia o i serbi, anche se a Belgrado ne hanno combinate di tutti i colori. Spero che nella partita di ritorno vinca lo sport e soprattutto spero in una grande lezione di civiltà da parte nostra. Tutti gli altri discorsi, politici, sociali ecc... devono rimanere fuori dal campo, è soltanto una partita di calcio.

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