Se parlate a Pablo Repetto – tecnico del Defensor Sporting
– di questo ragazzo, il giovane allenatore sbrodolerà una lista di
pregi che potrebbe farvi sembrare si stia parlando di un novello Messi.
Brahian Alemàn, 21 anni
compiuti ad agosto, non è Messi e, forse, non lo diventerà; ma è uno dei
prospetti uruguayani più interessanti che gioca in un ruolo ‘poco
gettonato’ in Sudamerica. Alemàn è un attaccante esterno che però – più che da punta esterna – ha movenze, tocchi e giocate da vero fantasista.
Gioca nel Defensor Sporting, e Repetto stravede per lui; ad onor del vero, anche il Penarol farebbe carte false per il ragazzo, però alla Violeta non se ne vogliono privare facilmente.
Brahian fa il suo esordio in prima squadra nel 2009 grazie all’allora tecnico del Defensor, Jorge da Silva,
ma è Repetto che gradualmente gli fa capire che i suoi mezzi sono
importanti. Alemàn fa parte di una nidiata di talenti molto importante,
presente sul taccuino di molti osservatori europei, che comprende Jorge da Silva, Marcelo Tejera, Nicolás Olivera e Diego De Souza.
Ma quali sono le sue caratteristiche?
Alemàn è una mezzapunta che parte molto esterno, per sfruttare il suo
dribbling ed il suo sinistro letale. Il suo compagno Diego Rodriguez parla di lui senza mezze misure: “Ha un sinistro bàrbaro” e, dopo la partenza di Diego de Souza verso il Banfield, diventa titolare inamovibile.
Molti lo accostano – erroneamente – a Zinedine Zidane ma a guardarlo bene, per certe movenze ricorda il primo Angel Di Maria: rapido, agile, sgusciante e col vizietto del gol.
Gustavo Diaz, suo primo tecnico, lo definisce come “un giocatore dalla giocata spettacolare, con un grande sinistro, potente fisicamente e letale nell’uno contro uno”. Tanto da affascinare l’attuale tecnico del Carbonero Javier Aguirre, che lo ha allenato ai tempo delle selezioni giovanili charrùa.
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