Per parlare di Russia - Portogallo mi vedo costretto a partire da una doverosa premessa. A me dei tornei tra Nazionali interessa molto poco, e quando mi spingo oltre è per vedere qualcosa che può stuzzicare la mia attenzione. In un weekend con la maggior parte dei campionati fermi, un Russia - Portogallo programmato per il tardo pomeriggio affascina anche me: due realtà calcistiche che, piaccia o non piaccia, si affrontano in una bella cornice di pubblico e probabilmente si daranno battaglia fino all'ultimo nel Gruppo F, che altre a loro comprende realtà di secondo piano tipo Israele, Nord Irlanda, Azerbaijan e Lussemburgo.
E' dunque scontato che una staccherà direttamente il pass per il Brasile e l'altra spareggerà. Con due vittorie ottenute nelle prime due uscite, sia russi che portoghesi arrivano al match caricando a mille la vigilia e con gran parte dei protagonisti tanto attesi abili e arruolati.
Partiamo dalla fine, con alcune impressioni sul match vinto al termine dei novanta regolamentari dalla Russia per 1-0 grazie ad una rete in avvio di Kerzakhov, bravo ad intrufolarsi in mezzo alle maglie difensive portoghesi eludendone la tattica del fuorigioco. La russia sta piano piano maturando sotto l'aspetto tattico, è ovviamente la maggior parte del merito non può che essere di Fabio Capello. Convocazioni mirate, titolari che si preoccupano più di tirare la carretta che di ferire a fioretto, e solito gioco all'italiana che in passato ha regalato emozioni anche dalle nostre parti. Il vantaggio ottenuto dopo pochi minuti ha permesso alla Russia di poter gestire la partita, cosa che i ragazzi di Capello hanno fatto molto bene sovvertendo una tradizione che li vedeva "belli e perdenti", basti pensare allo spareggio perso pre-Mondiali 2010 o agli ultimi Europei, dove dalla cintola in sù si sono dimostrati devastanti per poi farsi cacciare da una Grecia qualsiasi. Capello sceglie l'esperienza, come si diceva in precedenza, e si affida al blocco Zenit - Cska mandando dentro ben 9/11 appartenenti alle due corazzate sovietiche e schierando un centrocampo molto folto per arginare ogni fonte di gioco dei "cervelli portoghesi" Moutinho e Veloso. Missione compiuta, grazie anche all'astuzia del Ct friulano che lascia fuori un centrocampista importante come Dzagoev per dare sostanza alla mediana e per permettersi Kokorin e Bystrov sugli esterni, bravi in fase difensiva a fare i laterali aggiunti ma soprattutto eccellenti nel lavorare ai fianchi i due terzini portoghesi. Risultato: Russia compatta e sfuriate sulle fasce portoghesi limitate. Infatti a risentirne sono Nani e Cristiano Ronaldo, relegati sugli esterni ma isolatissimi dal cuore del gioco lusitano che con tre centrocampisti centrali sviluppa azioni che si infrangono sulla trequarti.
Il numero sette del Real Madrid si rende pericoloso una sola volta in novanta minuti, quando a metà del primo tempo salta bene Anyukov e spara verso Akinfeev bravo a rifugiars in angolo. Il 4-3-3 portoghese è appunto innocuo, e infatti i palloni più pericolosi per la Russia arrivano solo ed esclusivamente dai calci piazzati dove i rossoverdi possono sfruttare le abilità acrobatiche della grande batteria di saltatori in loro possesso. Tra tutti Pepe e Bruno Alves.
Paulo Bento deve però ragionare a margine di questo match, che sarebbe anche potuto terminare 0-0 facendo felici tutti. Deve ragionare perchè il suo Portogallo ha delle lacune gravi per essere una Nazionali con nomi così importanti. Avere in squadra gente come Nani, Ronaldo, Moutinho, Veloso e Coentrao deve essere un punto di forza, ma spesso pare che questi ottimi giocatori siano "ottimi" presi singolarmente. Un altro handicap, cronico, che i lusitani si portano dietro è quello del centravanti: Postiga è generoso, ma non si può credere che sia l'attaccante portoghese più forte e nemmeno quelli che dovrebbero avvicendarlo fanno la differenza, soprattutto quel Silvestre Varela troppo spesso sopravvalutato. A questo punto Paulo Bento potrebbe, anzi dovrebbe, prendere in condizione il giovane Oliveira e forgiarlo in ottica 2014 facendolo crescere in questo undici che definirei "vorrei, ma non posso..."
In campo si sono viste cose interessanti, soprattutto a livello tattico: la cosa che ha sorpreso di più è la prova dei tre centrocampisti centrali russi, pronti per novanta minuti a raddoppiare sui portatori di palla portoghesi, che a mio parere si guadagnano la palma di migliori in campo. Soprattutto quel Denisov che nell'ultimo mese ha solo fatto partite con la squadra riserve dello Zenit a causa della sua lite con la società. L'ultima domanda che mi faccio è la seguente: dato per scontato che, vista la vittoria, Capello ha avuto ragione a fare le scelte che ha fatto, ma quanto potrebbero dare a questa selezione due come Arshavin e Zhirkov?
Ai posteri, e a Don Fabio, l'ardua sentenza...
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