La domenica di Premier ci regala una sorta di big match che non può passare in secondo piano, perchè tra Newcastle e Manchester United non è mai una partita come le altre. Le due tifoserie sono animate da un'accesa rivalità, e i Magpies hanno sempre complicato la vita dei Red Devils ogni qualvolta i ragazzi di Ferguson fanno capolino al St James Park.
La classifica però parla chiaro, così come i valori in campo. Troppo forte questo United per un Newcastle con buone individualità ma in un momento storico di rinnovo. In particolare, andando a snocciolare le due formazioni, si può notare come il Newcastle abbia un'età media di 24 anni scarsi nel reparto difensivo e anche dove l'esperienza ci dovrebbe essere - in particolar modo nei due centrali Williamson e Perch - manca quel di più per dare sicurezza al reparto. Infatti si denotano i meccanismi poco oliati soprattutto nei movimenti, dove si notano evidenti lacune nelle diagonali difensive da parte dei due laterali (Ferguson infatti verrà cambiato a fine primo tempo in favore di Anita). Alan Pardew disegna il suo classico 4-4-2 rinunciando ai due infortunati Krul e Taylor, e con la difesa sopra citata davanti al veterano Harper schiera la mediana di faticatori nella quale di qualità se ne vedepoca, anche da parte di chi dovrebbe fare la differenza come Ben Arfa. E' proprio il francese ad essere l'emarginato della serata: schierato a destra, in uno schema dove gli esterni sono chiamati a rientrare dal fondo per crossare, si incaponisce in troppi dribbling che servono a poco rendendo di fatto inutile l'attacco composto da Demba Ba e Papiss Cissè. I due infatti - soprattutto nel primo tempo - non la beccano mai limitando il compito offensivo nella battaglia con i centrali dello United, sempre vincenti.
Dall'altra parte invece Sir Alex studia la partita nei minimi dettagli e chiede ai suoi di partire subito forte sfruttando le armi migliori a sua disposizione. La velocità delle ripartenze e gli inserimenti dei fisicati Red Devils infatti permettono allo United di giocare un primo tempo devastante, in cui De Gea non corre nemmeno un rischio. Dopo sei minuti arriva il vantaggio segnato da Johnny Evans, mentre - sempre da un angolo - nasce lo 0-2 che Patrice Evra schianta in porta sempre tagliando da destra verso sinistra in area. Due le parti del campo dove il Manchester vince il suo match: in primis sulla retroguardia, che praticamente non corre rischi a parte il gol fantasma non convalidato a Papiss Cissè, comunque causato dall'ennesima papera di De Gea; in secondo luogo nel prezioso lavoro degli esterni del 4-2-3-1 si Ferguson. Infatti Welbeck e Kagawa paiono essersi ormai adattati a questo tipo di gioco, ed i loro movimenti mandano in continuo affanno sia Santon che Ferguson tanto che Pardew, nella ripresa, manda in campo Anita per costringere le ali dello United a rintanarsi più indietro. Kagawa e Welbeck si scambiano comunque spesso, e il giapponese a destra diventa praticamente devastante mettendo insieme una serie di fraseggi con Rooney davvero pregevoli. A margine va segnalato il bel gol di Cleverley, che sentenzia Harper con una palombella da fuori area davvero bella.
Le statistiche parlano oggettivamente chiaro: il possesso palla è in equilibrio (48% vs 52% a favore dello United) per il semplice fatto che la ripresa, avanti 2-0, ha permesso ai Red Devils di gestire la gara e lasciare che fossero i Magpies a creare qualcosa, ma sotto l'aspetto conclusivo il Manchester si è dimostrato terribilmente cinico dato che i tre gol sono arrivati su un totale di nove tiri.
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