Termina con un pareggio interno la prima
partita della fase a gironi di Europa League dell’Udinese. Il tecnico
Guidolin attua un corposo turnover tenendo conto del prossimo impegno di
campionato contro il Milan. I friulani riescono a rimontare in extremis
il goal dell’iniziale vantaggio degli ospiti targato Traoré. Pareggio,
comunque, per pochi intimi, considerato che al “Friuli” gli spettatori
sono meno di 10mila.
Guidolin stravolge la formazione titolare ma
conferma il 3-5-1-1. Padelli sostituisce Brkic, vittima di un
infortunio. Davanti alla difesa titolare gioca un centrocampo
particolarmente rivisitato. In attacco il tecnico friulano lancia
l’inedito tandem composto dal “Tucumano” Pereyra e dallo svedese
Ranegie. Quest’ultimo è arrivato in bianconero nell’ultimo giorno di
mercato.Il trainer ospite Guus Hiddink risponde varando il
4-2-3-1. In mediana Jucilei fa coppia con l’ex Real Madrid Lassana
Diarra. Samuel Eto’o, che torna a misurarsi col calcio che conta, guida
il tridente di mezzepunte alle spalle del gigante Traoré completato da
Shatov e Boussoufa.
Nei primi 15 minuti di gara è la confusione a
regnare sovrana: le due squadre sono abbastanza aggressive ma troppo
disordinate. Poi si sveglia l’Udinese, che va vicina al goal con Benatia
sugli sviluppi di un calcio di punizione. Dalla mezz’ora i
bianconeri dominano ma non riescono a legittimare la supremazia
territoriale. Le uniche vere occasioni sono un tiro da fuori di Lazzari
che non inquadra la porta, un paio di conclusioni dell’intraprendente
Faraoni e un cross dello stesso esterno in comproprietà con l’Inter non
sfruttato da Ranegie. Come spesso succede nel calcio, è la
squadra più in difficoltà a trovare il goal. Tocca all’Anzhi
festeggiare ad un minuto dalla fine dei 45’ regolamentari con Lacina
Traoré che arriva sul fondo e d’esterno beffa il disattento Padelli.
Nella ripresa l’Udinese scende in campo con
la giusta determinazione. I padroni di casa sfiorano il goal dopo appena
sei minuti con Ranegie, bravo a liberarsi in area ma non altrettanto al
momento della conclusione, che colpisce il portiere avversario Pomazan.
Guidolin fa entrare a distanza di un minuto Di Natale (fuori Badu) e Basta (fuori Willians). Il doppio cambio dà la scossa ai friulani che si rendono pericolosi prima col solito Benatia di testa su calcio d’angolo, e poi con Faraoni che conclude al volo su invito di Armero. Il forcing finale degli uomini di Guidolin, che chiudono in 10 per un infortunio a Domizzi a cambi esauriti, non porta gli effetti sperati, se non in occasione di un tiro di Basta respinto sulla linea dall’estremo difensore russo. L’Anzhi gestisce bene la partita, riesce ad allentare la pressione nei momenti cruciali e va vicino allo 0 a 2 con la prima ed unica fiammata della partita di Eto’o. Ma al 90’ arriva il colpo di scena con Di Natale che approfitta di una corta respinta di Pomazan e regala un punto prezioso ai suoi.
Guidolin fa entrare a distanza di un minuto Di Natale (fuori Badu) e Basta (fuori Willians). Il doppio cambio dà la scossa ai friulani che si rendono pericolosi prima col solito Benatia di testa su calcio d’angolo, e poi con Faraoni che conclude al volo su invito di Armero. Il forcing finale degli uomini di Guidolin, che chiudono in 10 per un infortunio a Domizzi a cambi esauriti, non porta gli effetti sperati, se non in occasione di un tiro di Basta respinto sulla linea dall’estremo difensore russo. L’Anzhi gestisce bene la partita, riesce ad allentare la pressione nei momenti cruciali e va vicino allo 0 a 2 con la prima ed unica fiammata della partita di Eto’o. Ma al 90’ arriva il colpo di scena con Di Natale che approfitta di una corta respinta di Pomazan e regala un punto prezioso ai suoi.
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