venerdì 5 ottobre 2012

Zenit vs Milan - Champions League 2012/13, 2/a giornata, 3/10/2012



Pazzo Milan. I rossoneri espugnano San Pietroburgo al termine di una gara ricca di goal e d’emozioni. Gli uomini di Allegri in vantaggio di due reti nel primo tempo si fanno riprendere dallo Zenit nella ripresa, e poi si portano di nuovo avanti grazie ad un autogoal propiziato da Pazzini. A segno nel primo tempo Emanuelson ed El Shaarawy (splendido goal il suo); per i russi Hulk. Nel secondo tempo pareggio in avvio di Shirokov e poi l’autorete per il nuovo vantaggio. 

Una vittoria esterna pesantissima che mancava dal 23 novembre 2010 e che permette ai rossoneri di portarsi a 4 punti nel Gruppo C. Lo Zenit di Spalletti resta fermo a quota zero: il cammino europeo per il tecnico italiano si mette in salita.
 
Nello Zenit non c’è Denisov, messo fuori rosa per essersi ribellato agli ingaggi elevati di Hulk e Witsel, entrambi in campo dal primo minuto. Rientrano Criscito - dopo la frattura allo zigomo rimediata sabato scorso - e Kerzhakov, altro ex “ribelle”. Spalletti schiera in fase di partenza una squadra offensiva con un 4-3-3 a supporto delle qualità dell’ex attaccante del Porto.
Allegri conferma il 4-2-3-1. In difesa a sinistra c’è Antonini al posto dell’infortunato De Sciglio, mentre in mediana il tecnico livornese piazza due frangiflutti come Montolivo e De Jong. Sulla trequarti confermato Boateng collante tra le linee, con Emanuelson a destra,  El Shaarawy a sinistra e  Bojan al centro.
 

Il Milan comincia con grande personalità: pressing costante e aggressività. Il '4-2-fantasia' sembra essere modellato a misura per l’estro del 'Faraone' che sulla catena di sinistra, con Boateng collante tra centrocampo e attacco, produce lampi di bel gioco. Bastano tre minuti ai rossoneri, dal 13’ al 16’, per cambiare l’inerzia della gara. E (forse) di una stagione. Due goal pesantissimi che restituiscono al Milan una leggerezza finora mai vista. Salgono in cattedra Emanuelson e il solito El Shaarawy. L’olandese segna su punizione il goal della liberazione, il piccolo 'Faraone' raddoppia con una rete delle sue: scatto fulmineo a tagliare l’area, dribbling secco e palla alla destra di Malafeev. Zenit annichilito e non pervenuto.

Spalletti cosi cambia modulo passando al 4-4-2. Ma è solo Hulk (spostato da destra a sinistra) a mettere i brividi ad Abbiati che in più riprese salva i rossoneri. Milan schiacciato e inerme che con il passare dei minuti soffre le incursioni dei russi sull’out di sinistra. Dopo almeno quattro chiare occasioni, i rossoneri capitolano. Allo scadere Hulk con un rasoterra fulminante rimette in partita lo Zenit grazie ad una disattenzione della retroguardia rossonera.
Pronti via, lo Zenit pareggia. Sugli sviluppi di un corner - Abbiati salta a vuoto – è Shirokov di testa a siglare il più classico dei goal. Allegri corre subito ai ripari togliendo Bojan per Pazzini e al ventesimo Emanuelson per Nocerino. Di contro, Spalletti, torna al modulo iniziale e per il Milan sono dolori: i russi aumentano i giri e la pressione in attacco si fa costante.  Il break dei rossoneri arriva solo dopo venti minuti grazie alla vivacità dei nuovi innesti e al cambio tattico.

A tredici minuti dalla fine, è Pazzini a spostare di nuovo l’equilibrio della gara. Su cross dalla destra di Montolivo, il Pazzo favorisce l’autorete di Hubocan. Rossoneri ancora avanti.  Lo Zenit replica subito con un tiro dalla distanza di Anyukov che Abbiati – nonostante l’errore, il migliore in campo - manda in corner. Spalletti si gioca il tutto per tutto mettendo dentro quattro attaccanti ma il risultato non cambia. Affonda lo Zenit. Risorge il Milan. Una vittoria fondamentale anche per il morale: domenica c’è il derby con l’Inter.


 

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