Settima sinfonia

Tre anno dopo l'ultimo titolo vinto, l'FH Hafnarfjörður  torna sul trono d'Islanda. Per il club dell'omonima cittadina, situata nella parte sud-occidentale del paese, è un trionfo inaspettato. Ma meritato fino in fondo.



Con KR e Stjarnan favorite alla vigilia, ad Hafnarfjörður si è potuto lavorare con calma e a lunga gittata, inciampando qualche volta ad inizio anno (tra gli stop più dolorosi c'è quello in Supercoppa, dove è arrivata una brutta sconfitta), ma uscendo alla grande alla distanza. Così la squadra allenata da Heimir Gudjonsson - in sella da luglio del 2009, è il tecnico più longevo della prima divisione islandese - nelle ultime nove partite ha inanellato ben otto successi, con in mezzo la sconfitta nello scontro diretto al vertice (2-1 dal Breidablik) che però alla fine non si è rivelato fatale.
A decidere il campionato con un turno ancora da giocare è stato il 2-1 rifilato al Fjolnir, in un match delicato perché gli ospiti - seppur con poche speranze - potevano ancora agganciare il terzo posto utile ad andare ai preliminari di Europa League. I gol di Guðnason e Pallson hanno risolto la gara davanti ai quasi duemila presenti, quasi increduli quando - durante la premiazione - si sono visti aprire i cancelli per entrare in campo a festeggiare.

La vittoria dell'FH è il trionfo di un modulo un po' in disuso da queste parti, il 4-3-3. Gudjonsson, possedendo un reparto offensivo di tutto rispetto, ha puntato sulla trazione anteriore e sulla vena realizzativa degli attaccanti. Infatti, dato curioso, tutte e sei le punte in rosa - tra centravanti ed esterni - hanno segnato almeno un gol. Con così tanta scelta si è potuta gestire al meglio la rosa, come ha detto lo scozzese Lennon in una recente intervista: "Il mister sa che chiunque scende in campo sa cosa fare e si impegna per dare il massimo". Vero, lui in primis. Steven Lennon ha 27 anni e gli ultimi quattro anni e mezzo li ha passati proprio in Islanda tra Fram ed FH, con un breve intermezzo norvegese. Assieme a lui ci sono Guðnason e l'esperto 35enne Bjornsson, ed in tre hanno segnato 24 dei 45 gol totali di quello che è il miglior attacco del campionato.

L'ultima giornata, in programma sabato prossimo, servirà solo a fini statistici; la stagione è infatti matematicamente terminata con il Breidablik - trascinata dai gol di Glenn, da Trinidad & Tobago - che si assicura un ottimo secondo posto ed il KR, prima grande delusa stagionale, solo terza. Per il club di Reykjavík è una brutta botta, dopo l'ottimo mercato condotto lo scorso inverno. Deludentissimo lo Stjarnan, campione in carica, anonimamente sesto con la media di un punto a partita. Troppo poco per ripetersi. Leiknir e Keflavik lasciano la prima divisione, lasciando spazio alle neopromosse Vikingur e Thròttur. In mezzo a tutto questo non si può comunque non menzionare il successo che l'Islanda ha avuto a livello di nazionale; la truppa allenata da Lagerback ha strappato il pass per Euro 2016 in un girone sulla carta tutt'altro che semplice. Molto si deve al campionato locale, florido di giovani e sempre pronto a rifornire le nazionali, soprattutto giovanili. Con l'arrivo dell'inverno il calcio non si ferma, ma viene semplicemente "spostato" in apposite strutture al coperto riscaldate e costruite negli anni addietro da una federazione lungimirante. Fuori, invece, ci si rivede a maggio 2016.

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