sabato 6 ottobre 2012

Manchester City vs Sunderland - Premier League 2012/13, 7/a giornata, 6/10/2012




Un Manchester City non brillantissimo si impone nel match casalingo contro il Sunderland.
I Black Cats sono storicamente la bestia nera dei Citizens, perchè negli ultimi anni al City of Manchester Stadium i tifosi Skyblues sono stati abituati ad uscire dal tempio dell'Etihad delusi, perchè la squadra - in una maniera o nell'altra - ha sempre offerto il fianco ai biancorossi.

Non oggi però, perchè il City non ha bisogno nemmeno di giocare ai cento all'ora per avere ragione di questo Sunderland; ai ragazzi di Mancini basta la prova maiuscola di alcuni suoi elementi per affossare gli ospiti, battuti 3-0 giocando essenzialmente la prima ora di partita in maniera convincente.
Per spiegare questa vittoria non si può - appunto - evitare di partire dai singoli. Il titolo di migliore in campo se lo giocano David Silva e Alexander Kolarov: il Mago Canario gioca una gara strepitosa, mette in mostra tutte le sue abilità di palleggiatore ed è sempre, inesorabilmente, nel vivo dell'azione. I suoi scambi geometrici con i compagni di reparto, soprattutto Yayà, gli permettono di esaltare le sue qualità da brevilineo ed il suo sinistro sempre minaccioso. Come a metà della ripresa, dove si inventa un pallonetto su rimorchio di Tevez che va a stamparsi sulla traversa. Kolarov invece offre la sua solita prova generosa, ma ha anche il merito di aprire la gara dopo quattro minuti su punizione (rubata a Balotelli) e propiziare, con una sgroppata mancina, il raddoppio di Aguero, entrato pochi minuti prima proprio al posto di Supermario, oggi poco "super". Poi Tourè, che ormai non fa più notizia per quanti chilometri percorre, e Carlos Tevez, poco visibile ma tanto generoso schierato come riferimento offensivo là davanti a "sportellare" con pesi massimi del calibro di Carlos Cuellar.



Mancini deve rinunciare a tre giocatori di un certo calibro come Javi Garcia a metà campo, Kompany dietro e Aguero, almeno dall'inizio, davanti. In mezzo, a fianco di Barry gioca Milner mentre sulla trequarti  sono Silva, Torueè e Balotelli a supportare Tevez. Dietro, davanti a Hart, spazio al solito Zabaleta e alla "strana coppia" Richards - Lescott. Dall'altra parte l'uomo più atteso è l'ex, quell'Adam Johnson tanto desiderato, e poi scaricato, da Roberto Mancini. Sunderland in assetto da trasferta, messo in campo con un 4-4-2 tanto lineare quanto innocuo. In realtà l'idea di Martin O'Neill è giusta: giocarsela in contropiede con le ripartenze di Johnson, Fletcher e Sessegnon sfruttando le amnesie che il City, irrimediabilmente, concede ad ogni occasione. Invece succede tutto il contrario, perchè un fallaccio di Cuellar dopo tre minuti su Tevez permette a Kolarov di trasformare da posizione defilata un calcio piazzato sul quale, probabilmente, Mignolet avrebbe potuto fare di più. Il Manchester parte così in discesa, e può gestire la gara con i suoi palleggiatori a metà campo. A metà del primo tempo Kolarov sfiora il raddoppio con un'altra punizione, e poco dopo è Tevez a non trovare il tiro vincente stoppato da Cuellar. Mignolet è chiamato agli straordinari: il belga si oppone a Toruè e Barry in maniera decisiva, e tutto ciò che il Sunderland sa imbastire sono poche e sterili ripartenze che non impensieriscono Hart. Un colpo di testa di Cuellar, sugli sviluppi di angolo, avrebbe potuto avere miglior sorte, ma i Black Cats sono tutti qui.

La ripresa vede il primo quarto d'ora a senso unico, dove il City preme. E la chiude. Prima Richards risolve una mischia in area girando in porta una palla salvata sulla linea da Rose, e sull'angolo successivo Milner - di testa - trova pronto Mignolet. Al 56' esce Balotelli dopo quasi un'ora impalpabile, e Aguero ci mette solo quattro giri di lancette a mettere la firma sul match impattando con il destro un bel cross di Kolarov. E' 2-0, e i ragazzi di Mancini archiviano la gara. Kolarov è un diavolo, e gioca a tirare contro il piattello Mignolet. Clamorosa la traversa, già descritta, di David Silva al termine di un'azione con almeno una decina di passaggi brevi e diretti. Nel finale Kolarov si procura una punizione sulla sinistra, ma stavolta è Milner a calciare in porta: la palla è innocua, ma Gardner la taglia e inganna Mignolet. E' il 3-0 finale, che fa morale dopo il pari casalingo in Champions con il Borussia anche in virtù del fatto del prossimo tour de force che attende Mancini e i suoi Citizens.

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