West Ham - Arsenal è uno dei derby probabilmente più affascinanti dell'intero panorama britannico. Due squadre divise da rivalità non estrema (gli Hammers vivono un fortissimo sentimento di contrapposizione al Millwall, i Gunners con il Tottenham) ma che sul campo, quando si incrociano, mettono sempre in campo qualcosa di più che semplice agonismo.
E' così anche nella splendida serata del Boleyn Ground, un Upton Park gremito in ogni ordine di posto per l'evento; gli Hammers, a parte la disfatta di Swansea, sono partiti decisamente bene e arrivano da un'ottima vittoria esterna sul campo del Queens Park Rangers. I Gunners sono squadra indecifrabile: giocatori importanti per non lottare ai vertici, che però - quando conta - si sgretolano come sabbia. E la partita di Upton Park è un grande banco di prova per Wenger ed i suoi soldati.
La prima cosa che salta all'occhio sono le formazioni perfettamente speculari. Big Sam Allardyce sceglie il suo solito 4-5-1 con un riferimento importante davanti come Carroll (a mezzo servizio visto l'infortunio recente) contando sulle qualità di velocisti e sulla verve dei due esterni Jarvis e Vaz Te, che in fase offensiva trasformano lo schema di base in un 4-3-3 molto arioso e largo. O almeno così dovrebbe essere. Davanti al finlandese Jaaskelainen c'è l'altra sorpresa della serata, perchè come laterale sinistro viene schierato il più difensivo McCartney dopo che alla vigilia era trapelata una voce del possibile impiego di Matty Taylor. Demel (a destra), Collins ed il neozelandese Reid completano l'undici degli Irons. Dall'altra parte Wenger risponde mandando in campo a sorpresa il centravanti Olivier Giroud. Il francese ha il compito, essenzialmente, di fare a botte con Collins e agevolare le sfuriate dei tre trequartisti (puri, rispetto al trio dei padroni di casa), molto bravi nel gioco di sovrapposizione e di taglio. Podolski gioca un buon match, Gervinho tocca pochi palloni ma corre molto mentre Cazorla, beh, non ha bisogno di presentazioni. Santi Cazorla è probabilmente l'acquisto 2012/13 in Premier, che in queste prime giornata ha inciso un sacco sulle prestazioni dei Gunners. Quando Cazorla gira, l'Arsenal vince.
Infatti i Gunners se ne tornano a casa con un 3-1 senza nemmeno fare troppa fatica. E la differenza la fanno proprio i singoli. Da una parte Carroll è un ectoplasma, e a parte qualche buona sponda limita la sua partita a qualche gesto con le braccia in stile vigile urbano; dall'altra parte c'è un Giroud che invece ha fame, e pur limitatissimo tecnicamente, ha la forza di trovare un gol come quello dell'1-1 dove con volontà fa fuori Collins e insacca al volo un lavoro coi fiocchi di Podolski. E pensare che gli Hammers, pur facendo poco, avevano trovato il vantaggio grazie ad un'azione tanto devastante quanto geniale del fortissimo Diamè, che dalla trequarti salta come birilli quattro avversari e impallina Mannone senza tanti problemi. La mediana è l'altro reparto in cui si è visto chi è una squadra completa e chi deve ancora trovare gli equilibri, soprattutto nel confronto tra Nolan e Santi Cazorla, stravinto dallo spagnolo.
La partita si sviluppa come era facilmente intuibile: partenza a razzo dei Gunners che nei primi venti minuti creano qualche bel grattacapo alla difesa di casa, ma al primo affondo gli Hammers passano con l'invenzione di Diamè. Il gol non abbatte i Gunners, bravi a bussare dalle parti di Jaaskelainen un paio di volte con Podolski e Gervinho, fino al pari segnato da Giroud, bravo ad impattare al volo un cross teso di Poldi, che sulla sinistra affonda su Demel come un grissino nel burro. La ripresa vede l'Arsenal ridisegnato, con Wenger che capisce dove toccare per provare a vincerla: sulle fasce. Dentro Gibbs per un impalpabile Andrè Santos, ma dentro soprattutto Walcott per un Gervinho insufficente. E Theo colpisce, in contropiede, innescato da Santi Cazorla, spegnendo le velleità di un West Ham più intraprendente nella ripresa, ma troppo impreciso soprattutto con un irriconoscibile Nolan che sbaglia un paio di palloni clamorosi davanti a Mannoni (aggiunti a quello fallito nel recupero del primo tempo). Dopo il gol di Walcott la partita è in ghiaccio, e a chiuderla definitivamente è un sinistro di Cazorla che da fuori area va a togliere le ragnatela dalla porta di Jaaskelaines. Il finlandense, non prova nemmeno a buttarsi, e sui tre gol ha la coscienza sporca in almeno due occcasioni. Big Sam dovrà lavorare ancora molto, migliorare sui tempi dei cambi (tardivi per l'ennesima volta) e capire che ci va un portiere che dia affidabilità ad una difesa che di amnesie ne produce già parecchie. E i Gunners? Wenger deve ancora intervenire sulla tenuta mentale dei suoi ragazzi, che con un po' di concentrazione in più possono anche puntare al quarto posto.
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