Il bad boy che fa sognare Guingamp

Il Guingamp all'inseguimento di un'incredibile quanto meritata salvezza si affida ai gol di un ragazzo nativo della Guadalupa, che oggi ha segnato in campionato più di Ibrahimovic. Dietro a Lacazette e Gignac, al terzo posto della classifica dei marcatori in Ligue 1 c'è lui: Claudio Beauvue, 27 anni da compiere, uno che sa risolvere le situazioni complicate, talvolta esagerando.




Guingamp, "Stade de la Roudourou". L'impianto situato all'interno della splendida Bretagna può ospitare circa 17mila spettatori, con la particolarità - però - che la cittadina omonima è composta solo da 8mila abitanti. Eppure alla "Roudourou" a volte, soprattutto in prossimità dei big-match, è molto difficile trovare un posto; merito proprio del Guingamp, che riunisce sotto un'unica fede calcistica più paesi circostanti fortunati, in questi anni, nel veder sbocciare da quelle parti gente come Florent Malouda e Didier Drogba. Il ritorno in Ligue 1 dello scorso anno sembrava più una comparsata che altro, invece un allenatore capace come Jocelyn Gourvennec ha saputo costruire un undici organizzato ed interessante pur senza praticamente avere un budget da spendere per il calciomercato. 



Tra i tanti colpi messi a segno a costo zero c'è Claudio Beauvou. Il quasi ventisettenne attaccante rossonero è nato in Guadalupa, una delle numerosi colonie francesi sparse in giro per il mondo, nell'aprile del 1988. Già da ragazzino la sua vocazione per il calcio è chiara, tanto che all'età di cinque anni inizia a tirare i primi calci al pallone nei Fumerolles di Saint-Claude, massima espressione calcistica del paese che gli ha dato i natali. A 13 anni compiuti viene notato da Vincent James, un emissario mandato direttamente in Guadalupa dall'accademia del Loire Atlantique, scuola calcio che fa capo alla dirigenza del Nantes. "Lasciare il mio paese è stato difficile - ricorda Beauvue oggi - ma era quello che volevo fare. D'altronde la Francia mi promise tanto, e oggi non posso dire di esserne rimasto deluso". Nel 2006, a 18 anni cimpiuti, il Troyes lo preleva dalle giovanili del Nantes, dove il ragazzo ha giocato poco per via di alcuni infortuni che ne frenarono l'ascesa, ma nel nord della Francia Beauvue trova un Paradiso dove si fermerà la bellezza di cinque anni. Finita l'esperienza al Troyes arriva il momento del passaggio allo Chateauroux, altra tappa fondamentale della carriera di questo attaccante brevilineo e veloce, al quale tutti però imputano un grosso limite: rendere esclusivamente in provincia.



"Non lo vedo come un limite - dirà in un'intervista dello scorso anno all'Equipe - perchè io vengo pagato per dare il massimo e segnare. E questo per adesso mi riesce. Il miocarattere? Ognuno è fatto a modo suo...". Memorabile, nell'ottobre del 2012, la sua tripletta al Gazelec Ajaccio in Ligue 2, in una partita che lo Chateauroux perdeva 0-2 fino alla mezz'ora della ripresa. Quella stagione però Beauvue la concluderà in prestito al Bastia, che dopo sei mesi non lo riscatta e permette al Guingamp di metterlo sotto contratto. La prima stagione in Bretagna è vissuta in chiaroscuro, all'ombra dell'ingombrante Yatabarè, che praticamente monopolizza ogni palla offensiva lasciando le briciole agli altri. Così il ragazzo di Saint Claude gioca tanto ma segna poco (solo 5 gol in Ligue 1, 9 contando le altre competizioni) mentre in questa stagione non solo il bottino è stato raddoppiato praticamente in metà del tempo, ma i suoi due gol in Europa League sono stati decisivi per il passaggio ai sedicesimi del piccolo club bretone.



La sua storia sembrerebbe la classica favola a lieto fine. E invece no. Anzi, a causa del suo carattere fumantino e talvolta provocatore, Beauvue è finito ben presto nel mirino degli avversari. Nell'ultimo match in casa, dopo aver battuto con un "cucchiaio" dal dischetto il portiere del Lorient Lecomte, si è beccato gli insulti dello stesso che (ad umiliazione subita) lo ha candidamente definitivo "figlio di p...". Un episodio tanto deprecabile quanto frequente, che fa il bis con la rissa scatenata a fine match contro il Marsiglia, quando Mandanda ha provato a mettergli le mani addosso dopo che in partita l'attaccante ha umiliato Romao e Thauvin con alcuni gesti provocatori. Lo stesso Gourvennec ha prima minimizzato ("E' un bravo ragazzo, non demonizziamolo" per poi togliersi un paio di sassolini dalla scarpa ("Claudio deve capire che gli avversari vanno rispettati"), tanto che anche la società sta pensando di venderlo  - si dice - proprio a causa di forti problemi caratteriali. Per molti è solo una scusa, dato che ormai il suo nome è sulla bocca di tutti, basti pensare che - in un sondaggio online pubblicato da L'Equipe - il 60% dei votanti lo vorrebbe in nazionale. Piace a molti club, sopratuttto in Ligue 1, dove l'Olimpique Marsiglia (già, sarebbe il colmo...) lo segue con attenzione da inizio stagione. Chissà cosa ne pensa Mandanda... 

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