Mirino su Parigi



Pochi giorni ancora e sarà Ligue 1. Con il PSG campione in carica impegnato nella difficile sfida al Lille di Hervé Renard, il massimo campionato francese prende il via dopo un'annata nella quale i parigini - complice anche il cammino in Champions League - non hanno fatto il
vuoto come da pronostico. E' indubbio che il livello del torneo si stia alzando, nonostante il monopolio di Ibrahimovic e compagni, tanto che Lione, Marsiglia e Monaco nella passata stagione ci hanno regalato spunti molto interessanti. Questo per dire, a chi avesse pregiudizi, che la Ligue 1 è tutto fuorchè un torneo scontato. Con una grossa novità: la "goal line technology".

SPONSOR E TALENTI - Ci sono i soldi e ci sono tantissimi ragazzini in rampa di lancio. Nonostante alcuni giocatori vengano attirati da sirene esterne (soprattutto inglesi), in Francia sempre più talenti dei vivai esordiscono in prima squadra. Due delle tre neopromosse, Troyes ed Angers, hanno scalato la Ligue 2 con una squadra da meno di 24 anni di età media, segno che risultati e programmazione possono andare di pari passo. Al momento in cui scriviamo, le venti società hanno movimentato quasi duecento giocatori in entrata ed in uscita, con un bilancio complessivo positivo di cento milioni abbondanti. Sanno lavorare e sanno vendere, in barba a chi pensa che il grande calcio, qui, non sia di casa. La prospettiva più interessante la offre il Monaco, arrivato terzo lo scorso anno dopo un avvincente testa a testa con l'OM di Bielsa. Il club del Principato ha completamente cambiato metodo gestionale; basta spese folli per giocatori fatti e finiti, il numero uno Rybolovlev punta tutto su giovani talenti pronti, ma con plusvalenza in prospettiva. Così lasciano Monaco ragazzi come Kondogbia, Ferreira-Carrasco, Ocampos (già ceduto a gennaio, ma riscattato dal Marsiglia) ed Isimat-Mirin per una cifra totale di sessanta milioni circa, completamente reinvestiti per portare la rosa ad abbassarsi d'età, senza perdere in qualità. Oltre ad El Shaarawy, sbarcano alla corte di Jardim elementi dal valore assoluto come Ivan Cavaleiro, Adama Traorè (centrale difensivo preso dal Lille per una cifra record), Carrillo, Saint-Maximin, Bahlouli, Jean e Lemar, oltre al prestito dal Chelsea del croato Pasalic, un classe '95 di cui sentiremo parlare.

GRANA IBRA - Chi invece ha operato con parsimonia è il PSG, che in queste ore ufficializzerà sì uno dei grandi colpi di mercato (Angél Di Maria), ma fino ad oggi non ha fatto particolarmente parlare di sè. In molti, anche in Francia, sono rimasti stupiti di come Blanc abbia lasciato andare un cervello di centrocampo come Cabaye rimpiazzandolo con uno più atletico come Stambouli. Più in generale, ci si domanda come Blanc abbia intenzione di affrontare la nuova stagione dal punto di vista tattico; questo perchè con l'arrivo del Fidéo dovrà giocoforza ritagliargli un posto, che però non può essere quello di mezzala in stile Argentina visto che a risentirne sarebbero gli equilibri di squadra. L'idea sarebbe quella di aspettare l'addio - ormai probabile - di Zlatan Ibrahimovic, e poi lavorare di conseguenza. Cavani tornerebbe finalmente a fare il centravanti, così che Di Maria possa avanzare e sgravarsi da particolari compiti di copertura. Da segnalare anche le altre due operazioni passate sotto silenzio, che riguardano il riscatto di Serge Aurier - uno dei protagonisti in questo precampionato - e Kevin Trapp. L'idea del PSG è di avere due portieri di livello per imitare il Barcellona, che gioca campionato e coppa con due interpreti diversi. Il motivo ufficioso però sembra essere la poca considerazione che il tecnico nutre per Sirigu, tanto da non escludere un possibile rientro in Italia dell'ex Palermo.



GRANDI MANOVRE - Il progetto più interessante dell'estate 2015-16 è senza dubbio quello del Lione, che sta costruendo una squadra molto interessante per affrontare al meglio la doppia competizione. La società sta lavorando veramente, e ad oggi non ha perso nemmeno uno dei pezzi da novanta. Certo, gente come Lacazette, Fekir o Tolisso può partire da un momento all'altro, ma l'OL è una bottega cara e Aulas un mastro esigente. "Se qualcuno vuole andarsene non c'è problema - ha tuonato il vulcanico presidente - ma deve portarmi chi paga quello che chiedo". Più chiaro di così. Intanto, in attesa di chiudere due operazioni delicate e difficili che portano a tre giocatori come Nkoulou, Darder e Valbuena (difficili ma non tramontati i primi due, da ufficializzare il terzo)), il club del Rodano ufficializza il "bad boy" di Guingamp, Claudio Beauvue ed il terzino - ex Manchester United - Rafael, oltre al parametro zero Jeremy Morél, difensore di sostanza utile nelle gerarchie di squadra. Ma il pezzo forte continua a sedere in panchina, e si chiama Hubert Fournier. Il tecnico, arrivato a Lione nel 2014, ha preso in mano una squadra da ricostruire tecnicamente e mentalmente, portandola al secondo posto dello scorso anno giocando probabilmente il miglior calcio di Francia. Quando si dice che il top player è in panchina.

OM IN BILICO - Se a Marsiglia avessero qualche disponibilità economica in più, Bielsa quest'anno potrebbe puntare al titolo. Invece il Loco può solo limitarsi a fare una lista della spesa e sperare che la società sappia lavorare per portare da lui più giocatori possibile a prezzi contenuti. La strategia ha pagato in alcuni casi (il riscatto di Ocampos, Rekik, Diaby, Manquillo e Lassana Diarra), in altri meno, anche se i tre elementi tanto voluti da Bielsa sono obiettivi da portare fino alla fine del calciomercato. Se in Costa Azzurra dovessero arrivare anche Vargas, Isla e soprattutto Aranguiz, ecco che le prospettive di squadra si alzerebbero parecchio, e puntare al terzo posto potrebbe non essere un miraggio. Le uscite estive hanno però comunque dato riscontri positivi su mole e qualità del lavoro svolto, soprattutto sui giovani ormai linfa vitale per un club come l'OM. Sarà l'anno decisivo per i vari Batshuayi, Thauvin, Mendy, fino ai nuovi Sparagna e Sarr, entrambi "on fire" nelle amichevoli sin qui giocate. In attesa di trovare la tanto agognata punta, Bielsa ha ritagliato un ruolo importante a Barrada; il marocchino è stato provato in più posizioni, partendo da regista basso in mediana fino a fare il classico "falso nueve", con risultati alterni. Dietro si cercherà di trattenere Nkoulou per giocare in coppia con Rekik, mentre a destra sarà staffetta tra Manquillo e Sparagna, mentre dalla parte opposta Mendy dovrà dare dimostrazione di quanto sia maturato agli ordini dell'allenatore argentino. Molte incognite, ma anche tanto fascino: con Bielsa, si sa, è così.



LE OUTSIDERS - Il Santone bianco Hervé Renard torna in Francia. Lo fa a Lille, dove avvicenda il pur positivo Girard, per prendere una squadra come il LOSC che negli ultimi anni ha dispensato calcio di un certo livello. Con lui, nel nord del paese, tante scommesse (il 20enne Guillomme, acquisto più caro dell'estate, preso dal Lens) ed alcune certezze (Obbadi, Bautheac, Civelli e il fedele Sunzu); ma l'ingrediente principale resta la mistica che accompagna questo allenatore, seconda probabilmente solo a Bielsa, cresciuto in Francia ma figlio adottivo dell'Africa,dove viene ricordato con piacere ovunque. Un occhio lo meritano anche Bordeaux (se non perde Diego Rolan), Saint-Etienne e Montpellier, uscite tutte (o quasi) rinforzate dal mercato nonostante qualche inevitabile defezione. Il Guingamp prende la coppia di punte Briand - Privat per mitigare il dolore post Beauvue, ma in Bretagna contano su una salvezza tranquilla con qualche sporadica puntatina in alto. Tutto da decifrare il campionato di Tolosa (ma è rimasto Ben Yedder), Lorient, Rennes, Nizza, Bastia (a proposito, che colpaccio Etoundi!) e Caen, tutte compagini dal non altissimo tasso tecnico, ma esperte per la categoria.

ZONA SALVEZZA - Un altro club intrigante è il nuovo Nantes di Der Zakarian, indebolito dalle cessioni di Veretout, Nkoudou e Cissokho, ma con Emiliano Sala e soprattutto l'islandese Sighthorsson come nuovi innesti offensivi. Il tecnico predica calma ("Pensiamo a salvarci, poi si vedrà") e dichiara lui stesso l'obiettivo minimo. Un po' poco per una piazza del genere. In coda ci sono poi le neopromosse ed il Reims. Dopo dodici anni torna il Ligue 1 l'Angers, che in un primo momento era stata relegata in seconda divisione a causa di problemi economici. Poi risolti, tanto che le speranze di ripescaggio dell'Evian sono andate scemando. C'è attesa per il Gazelec Ajaccio, esordiente e cugino minore del ben più blasonato FC; la società è stata fondata mezzo secolo fa come dopolavoro di una società elettrica, oggi colonna portante dell'economia corsa. Infine, dopo due anni, torna tra i grandi anche il Troyes, atteso dal derby dello Champagne proprio contro il Reims.

PROGRAMMA 1° TURNO

Lille- PSG
Nantes - Guingamp
Montpellier - Angers
Nizza - Monaco
OM - Caen
Bastia - Rennes
Troyes - Gazelec Ajaccio
Bordeaux - Reims
Tolosa - Saint Etienne
Lione - Lorient


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