La prima volta

Festa grossa a Santa Cruz de la Sierra. Lo Sport Boys vince il Torneo Apertura boliviano e mette in bacheca il primo trofeo della sua storia. Decisivo il 3-0 al Ciclon, che rende invana la contemporanea vittoria del Bolivar.
 
 
Sessantuno anni. Tanto c’è voluto per vedere lo Sport Boys alzare un trofeo. A Warnes, cittadina di 96000 anime nel dipartimento di Santa Cruz, nessuno – nemmeno il più
ottimista dei supporters warneños – aveva pronosticato un’ascesa così decisa. La primavera scorsa lo Sport Boys lottava per non retrocedere in Segunda Division, ed in quei giorni che precedevano il playout (poi vinto sul filo del rasoio contro l’Union Maestranza) la società passava di mano alla ricerca di una nuova identità. A capo del club si è così insediato – tramite alcuni suoi rappresentati – nientemeno che Evo Morales in persona, deciso a fare un po’ di businnes con il calcio in una realtà piccola e senza pressioni. Pressioni inevitabili dopo la sessione di mercato condotta da una dirigenza che ha messo a segno alcuni colpi importanti, cambiando completamente faccia alla rosa salvatasi in extremis pochi mesi prima (solo quattro giocatori confermati).
 
COLPI DA NOVANTA – Tanti e soprattutto utili a centrare l’obiettivo prefisso dalla società: vincere il semestre. Dal terzino sinistro della nazionale Leonel Morales al fantasista brasiliano Anderson Gonzaga, riportato in Sudamerica dopo qualche anno speso in Giappone, per arrivare al bomber argentino Marcos Ovejero ed al compagno di reparto Yasmani Duk, anche lui entrato nel giro della Verde. Inoltre il club ha fatto fuori alcuni stranieri per liberare slot, scolpendo poi in rosa una profonda anima paraguayana, inserendo due tasselli importanti come Arnaldo Vera e soprattutto Miguel Paniagua. Il vero colpo da novanta si è rivelato però Helmut Gutierrez, soffiato al Blooming ed eletto miglior giocatore del semestre; il mediano del Toro non solo ha preso in mano le redini del centrocampo, ma si è tolto lo sfizio di segnare alcuni gol pesantissimi come la doppietta sul campo di The Strongest. A completare l’opera ci ha pensato il tecnico, anche lui argentino, Carlos Leeb; il 47enne nativo di Lanus ha fatto gavetta tra Argentina e Paraguay, e dopo un’esperienza in Iran ha guidato Universitario di Sucre e Nacional di Potosì. Il suo 4-4-2 ha esaltato le caratteristiche di un gruppo assemblato in poche settimane, trasformandolo in una macchina quasi perfetta.
 
IL CAMMINO – Quasi perfetto. Quattrodici vittorie, tre pareggi e cinque sconfitte: così dicono le statistiche. Che, lette con attenzione, sottolineano come il fattore campo sia stato fondamentale per lo Sport Boys, sconfitto solo una volta in casa. Altra statistica interessante: dieci delle quattordici vittorie sono arrivate in due strisce consecutive da cinque successi. Segno di come l’andamento a strappi ha influito solo in minima parte sul risultato finale, arrivato all’ultima giornata a causa di un calendario che ha visto i ragazzi di Leeb giocare le ultime tre partite a Santa Cruz dopo ben quattro trasferte di fila. La passerella finale è servita solo a consacrare questo collettivo, che contro il Ciclon – nonostante la forma fisica deficitaria mostrata di recente – non ha sbagliato l’appuntamento; dopo un primo tempo in cui la difesa ospite non ha concesso nulla, il colombiano Medina trova il vantaggio in avvio di ripresa con un bel diagonale imprendibile per il portiere ospite. Un quarto d’ora dopo tocca a Paniagua, di testa, raddoppiare su punizione ben calciata da Gutierrez. Nel recupero Ovejero fa 3-0, consacrandosi capocannoniere della squadra con nove gol.
 

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