venerdì 5 ottobre 2012

Melbourne Victory vs Melbourne Heart - A League 2012/13, 1/a giornata, 5/10/2012



La A League 2012/2013 è partita ufficialmente oggi, più precisamente questa mattina, quando alle 11.30 italiane si sono sfidate le due squadre di Melbourne. In attesa dell'esordio di Alex Del Piero, in programma nella mattinata di domani, il derby di Melbourne è un must per chi ama il calcio a queste latitudini.
Innanzitutto perchè uno scontro del genere permette di dare il via ad una stagione che acquista quattro importanti figure carismatiche come il giapponese Ono, il belga Huysegems, Emile Heskey (che porta i suoi gol e la sua esperienza ai Newcastle Jets) e - appunto - Del Piero; in secondo luogo, la giornata di oggi segnava l'esordio della squadra favorita a spodestare dal trono i campioni di Brisbane. Sono infatti i Victory che si candidano a trionfare dopo un biennio arancionero che ha lasciato solo briciole alle altre dieci concorrenti: la metà biancoblu di Melbourne ha condotto un mercato importante, dove si è esclusivamente rafforzata e, di conseguenza, ha preso coscienza delle sue potenzialità in prospettiva.

Cosa che non si può dire dei cugini. Gli Heart nascono l'anno scorso come undicesima franchigia della Premier australiana, e dopo una sola stagione si vedono rosicchiare via quei pochi giocatori buoni che erano stati firmati nell'estate (inverno, in Australia) scorsa. Il brasiliano Alex Terra, funambolica seconda punta, ha ceduto alle sirene coreane, mentre il giovane Curtis Good ha optato per il salto il Premier League, dove è stato ingaggiato dal Newcastle. La cessione più dolorosa, ma anche più remunerativa, è stata quella del gigantesco centravanti Elj Babalj passato in Serbia, alla Stella Rossa, lasciando un vuoto importante nel reparto avanzato biancorosso. In entrata si è fatto il possibile, che però potrebbe non bastare per puntare ai playoff, obiettivo minimo che questa dirigenza si è posta. E allora spazio al portierone Andy Redmayne, arrivato svincolato dai campioni incarica di Brisbane, e a due scommesse "europee" come la punta Josip Tadic (prelevata in Polonia) e il centrale difensivo Patrik Nyema, che fino a poche settimane fa ha difeso i colori della compagine bosniaca dello Zielenijcar. Ah, e poi Dylan McAllister.


E' proprio la seconda punta, prelevata a parametro zero dai "defunti" Gold Coast United, a risolvere il primo derby stagionale con un gol nei minuti di recupero del primo tempo. Davanti a quasi 43 mila spettatori, stipati sugli spalti di un Etihad Stadium che regala un colpo d'occhio strepitoso, gli Heart si regalano un 2-1 da sogno, sbloccando al quarto d'ora con l'ala sinistra Williams e subendo la reazione veemente dei padroni di casa, ai quali bastano tredici minuti per riacciuffare il pareggio grazie al funambolico talentino made in New Zealand, Marco Rojas. Il gol di McAllister riporta avanti gli ospiti, e nonostante l'assedio dei Victory durato per tutta la ripresa, consente ai biancorossi di iniziare la stagione come meglio non si poteva immaginare.

Andiamo con ordine: il tecnico dei locali, Postecoglou, manda in campo il suo rodato 4-2-3-1 a trazione anteriore, con il veterano Archie Thompson decentrato sulla destra e Marco Rojas a liberare la sua velocità sulla fascia mancina, puntando molto sul brasiliano Guillerme, schierato mezzapunta in appoggio ai due mediani Broxham e Bru. Dietro, a proteggere il portiere Thomas, i due centrali Lejier e Milligan, con l'ivoriano Traorè a spingere sulla sinistra, mentre la fascia destra è ormai casa di Foschini, diligente laterale molto più propenso a difendere che a offendere. Sulla panchina degli Heart è l'esordio assoluto per John Aloisi, che i nostalgici ricorderanno con la casacca della Cremonese a metà anni '90, e i più attenti per la sua militanza con la maglia dei Cangaroos. Aloisi opta per un 4-3-3 classico, impostato più sul fraseggio che sulle ripartenze, che ha in McAllister il riferimento offensivo attorno al quale si sviluppano le più importanti trame di gioco ospiti.

Pronti, via: la voglia di strafare da parte degli Heart li porta a strafare, tanto da sbagliare perfino il calcio di inizio. Ma i Victory non entrano sul terreno di gioco, e si vede. Al terzo, Richard Garcia scalda le mani del portiere di casa Thomas con un destro da fuori, ma l'estremo difensore - che indossa un insolito numero 20 - alza in angolo. Passano una manciata di minuti ed è Thompson (Matt, quello degli Heart) a scaricare un mancino da fuori che sorvola la traversa. Al tredicesimo vengono fuori i locali: lancio lungo dalle retrovie, Flores la tiene come può e inavvertitamente inventa una buona sponda per Archie Thompson che al momento del tiro svirgola clamorosamente. Al minuto sedici si sblocca la gara, e il gol di David Williams nasce da un'azione sensazionale che rispecchia i valori di squadra che Aloisi ha inculcato ai suoi: il terzino destro Marrone avanza e serve Fred, bravo a incrorciare sulla destra per l'accorrente Dugandzic (l'MVP della partita) che crossa tagliato un pallone "bucato" sia da McAllister che da Lejier, ma non da un Williams lasciato colpevolmente solo sulla sinistra. Il vantaggio degli Heart scuote i biancoblu, che al primo affondo reagiscono e pareggiano al termine di un bel fraseggio sulla sinistra che termina con un cross di Adama Traorè e il tap-in vincente di Marco Rojas. La partita ora è viva e piacevole, con continui ribaltamenti di fronte. Prima Williams impegna Thomas da fuori, e dall'altra parte è invece Flores - in uno dei suoi pochi momenti di lucidità - a cogliere una traversa clamorosa dopo essersi liberato in area di rigore. Al 44' i Victory sfiorano il raddoppio ancora con Rojas, fermato in extremis da un intervento di Colosimo, poi - siccome il calcio è crudele - sul ribaltamento arriva l'appoggio comodo di Dugandzic a McAllister, che significa 1-2 e taglia le gambe difinitivamente ai locali.

La ripresa scorre via con meno emozioni, i due tecnici esauriscono entrambi le sostituzioni nei primi venti minuti (in Australia si possono portare solo quattro elementi in panchina) e gli Heart difendono il vantaggio con le unghie e con i denti. Una punizione del neoentrato Danny Allsopp scheggia la traversa della porta difesa da Clint Bolton. Ma è anche l'azione più pericolosa che la compagine di Postucoglou riesce a proporre. Per il resto solo tanta confusione, e una sconfitta inaspettata. Incomincia nel migliore dei modi John Aloisi, che a fine gara è stato fatto oggetto di un abbraccio collettivo da parte dei suoi ragazzi.

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