Sudamericano Sub20 - I 20 talenti da seguire

Dopo aver presentato il Gruppo A ed il Gruppo B, il viaggio verso il Sudamericano Sub20 prosegue attraverso i suoi protagonisti. Andiamo a conoscere le stelle che parteciperanno alla rassegna continentale organizzata dall’Uruguay.




SEBASTIAN DRIUSSI (1996, River Plate, Argentina) [SCHEDA]
Punta di diamante della Seleccion allenata da Humberto Grondona. Driussi è un attaccante che fa reparto da solo, letale negli ultimi sedici metri e molto bravo ad aprire spazi per gli inserimenti dei compagni. Con il River Plate ha già messo insieme 15 presenze, cinque della quali in Coppa Sudamericana dove ha anche segnato un bel gol. Al Mondiale under 17 di due anni fa è stato uno dei pochi argentini a salvarsi dalla deludente campagna condotta, segnando e facendo segnare, tenendo a galla la squadra praticamente in solitaria. In questa ‘albiceleste‘ gioca con due mezzepunte a supporto oppure con Maxi Rolon come seconda punta.



ANGEL CORREA (1995, Atletico Madrid, Argentina) [SCHEDA]
Già rivederlo in campo è una buona notizia. Ripresosi (sembra in maniera definitiva) dalla brutta malattia che lo ha tenuto fuori gioco per buona parte del 2014, Corréa è potuto tornare all’Atletico che durante l’estate scorsa lo aveva comprato dal San Lorenzo. ABoedo il ragazzino ha giocato tanto, spesso da protagonista, tanto che per averlo iColchoneros hanno dovuto vincere un’autentica e propria asta. Trequartista che ama svariare su più fronti, dovrebbe avere una maglia da titolare assicurata sperando che in Uruguay si possa consumare il suo grande ritorno sportivo. La sua testa è veloce quanto i suoi piedi, segna e fa segnare; insomma, Grondona, appena saputa la sua disponibilità a giocare, deve aver rivolto un pensiero al Papa, ‘cuervo‘ doc.


EMANUEL MAMMANA (1996, River Plate, Argentina) 
La sua ascesa tra i grandi è stata frenata dalla troppa concorrenza, decisamente più esperta. Eppure qualche apparizione Emanuel Mammana se l’è ritagliata, mettendo in mostra tutto il suo repertorio migliore. Fisico sviluppato, molto bravo nel gioco aereo, ha come idolo il compagno di squadra Jonathan Maidana. Il River Plate lo ha appena blindato con un contratto da ‘pro‘ allontanando le voci di una sua possibile partenza. E’ il leader della retroguardia argentina assieme al numero uno Batalla.

SEBASTIAN GAMARRA (1997, Milan, Bolivia)
Lo chiamano l’ “Andrea Pirlo boliviano”, gioca nel Milan e in mezzo al campo ha già fatto vedere che in quanto a tocco di palla in pochi possono competere. Gamarra è stato acquistato dalla società rossonera quando giocava nel Brescia, pagato circa 700 mila euro subito dopo il compimento del diciottesimo anno d’età. E’ una delle grandi speranze boliviane, anche in chiave nazionale maggiore. Ama partire basso per poi portare e smistare palla, ma spesso viene utilizzato anche da trequartista per sfruttare la sua abilità nell’ultimo passaggio.


AURO (1996, San Paolo, Brasile)
In patria lo paragonano al primo Cafu, lui vola basso e – nonostante i molti riconoscimenti ricevuti nell’ultimo anno – ha scelto di rimanere in Brasile per crescere ancora, soprattutto a livello mentale. Auro è un terzino destro che come la maggior parte dei brasiliani eccelle in fase offensiva, difettando talvolta durante i ripiegamenti. Possiede un bel piede destro che gli consente, abbinato alla sua falcata, di arrivare spesso al cross sul fondo. E’ nato nel gennaio del 1996, e con la Canarinha ha percorso tutta la trafila delle nazionali giovanili, a partire dalla Sub15.


NATHAN (1996, Atletico-PR, Brasile) [SCHEDA]
Mi hanno consigliato di migliorare il fisico se voglio competere a livello mondiale“. Parole e musica di Nathan, mezzapunta formato tascabile scoperto dagli appassionati di calcio giovanile allo scorso mondiale under 17. Il ragazzino dell’Atletico Paranaense possiede colpi importantissimi, tra i quali risalta il dribbling secco ed ubriacante con il quale riesce spesso a creare superiorità numerica. Difetta un po’ nel fisico (sia in altezza che come massa corporea), ma i numeri che ha fatto vedere fino ad oggi sono senza dubbio importanti. Nel 2014 ha esordito nel Brasileirao e anche in Libertadores, sempre con la maglia del Furaçao.




GABRIEL BARBOSA (1996, Santos, Brasile)
Se vi state chiedendo chi sia costui, magari vi dice qualcosa il soprannome “Gabigol“. Il mancino nativo di Sao Bernardo non solo è la nuova senzazione di Vila Belmiro, ma anche la stella dell’intero Sudamericano. Nonostante i 19 anni ancora da compiere, Gabriel Barbosa è ormai un veterano del professionismo; infatti con il Santos gioca stabilmente in prima squadra da inizio 2013, e quest’anno – nelle 31 presenze accumulate – ha segnato 8 reti. Il suo sinistro ha fatto il giro di tutti gli amanti di ‘skills‘ sul web; segna in ogni modo, ma soprattutto offre sempre colpi di pregevole fattura. Tutto ciò ovviamente ha attirato su di lui le attenzioni delle maggiori big europee, tra le quali ci sono Benfica e Porto. Una garanzia in fatto di giovani sudamericani.


LUIS PAVEZ (1995, Colo Colo, Cile) [SCHEDA]
La tappa in Cile non può far passare inosservato il terzino sinistro del Colo Colo, Luis Pavez. Reduce da un complicato infortunio, Pavez ha giocato poco sul finire della scorsa stagione ma già da tempo aveva il suo posto fisso sulla fascia mancina del Cacique. Corsa e sostanza, abbinate ad una buona tecnica e un tiro potente e preciso; durante lo scorso campionato ha fornito ottime prestazioni, consacrandosi come uno dei talenti più interessanti dell’intero panorama continentale. Con la nazionale ha un buon rapporto; infatti, dopo aver fatto parte dei corsi Sub15 e Sub17, anche Jorge Sampaoli si è interessato a lui per rinnovare la “Roja” del post Coppa America.


SEBASTIAN VEGAS (1996, Audax, Cile)
Roccioso difensore centrale, Sebastian Begas è uno dei migliori prospetti cresciuti in casa Audax Italiano. Sarà lui a guidare la retroguardia cilena alla ricerca della qualificazione mondiale. La sua duttilità lo porta a fornire prestazioni eccellenti giocando sia a tre che a quattro sfruttando l’abilità in impostazione, spesso supportata da un buon piede sinistro. In attesa di esordire nel professionismo spera di ritagliarsi uno spazio importante tra i suoi coetanei.


JOAO RODRIGUEZ (1996, Bastia, Colombia)
Quando aveva 15 anni il Chelsea lo firmò subito dopo un grande Sudamericano giocato a livello di Sub15. L’attaccante è volato in Inghilterra dove si è allenato con l’Accademy londinese e oggi, due anni dopo, gioca la sua prima stagione in prestito in Francia. A prelevarlo è il Bastia, club con il quale Rodriguez fatica a trovare spazio anche per via della magra classifica e del brutto momento attraversato dal club corso. Soprannominato ‘Puma’, è una punta atipica perchè pur di dimensioni ridotte (è alto 177 centimetri) preferisce stazionare come riferimento centrale e si integra a meraviglia con il compagno di reparto Borré. Cresciuto nel CBJ di Cali, ha militato anche nel Deportivo Quindio e nell’Uniautonoma.


ALEXIS ZAPATA (1995, Udinese, Colombia)
Essere cresciuti nel vivaio dell’Envigado è ormai sinonimo di qualità. Per questo l’Udinese, un anno fa, ha puntato secco su Alexis Zapata, mancino di centrocampo che come ruolo può benissimo definirsi una mezzala abile nel “box to box”. Dopo aver passato l’annata tra Sassuolo e Granada, è rientrato all’ovile proprio questo gennaio per integrare la rosa friulana. Titolare inamovibile dell’undici ‘cafetero’, Zapata è anche uno dei più esperti presenti in rosa.


ALVARO MONTERO (1995, Sao Caetano, Colombia)
E’ molto difficile vedere ragazzi andare via così giovani. Eppure Montero, numero uno della Colombia, è emigrato presto in Brasile dove oggi difende i pali del Sao Caetano, piccolo club con passato glorioso con sede nella regione di San Paolo. Ha disputato con grande profitto lo scorso Torneo di Tolone, dove le sue qualità sono venute fuori e gli hanno permesso di vincere il premio di miglior portiere della manifestazione. Tra i pali è un gatto, nelle prese alte è sicuro, aiutato dalla sua altezza. Difetta invece nelle uscite: “Sto lavorando con un programma apposito per migliorare i miei punti deboli“, ha dichiarato in una recente intervista a El Espectador.


JONATHAN BETANCOURT (1995, Porto, Ecuador)
Che Betancourt avesse qualità interessanti era da preventivare, soprattutto quando il Porto ha staccato un assegno per strapparlo – a gennaio del 2012 – all’Espoli. Nasce punta, Betancourt, ma in Portogallo si trasforma in un uomo d’ordine, sistemato nel cuore della manovra dove smista una quantità impressionante di palloni. Talvolta lo si può vedere anche agire da trequartista, ruolo però ricoperto da Cevallos nell’Ecuador di Sixto Vizuete.

ANTONIO SANABRIA (1996, Roma, Paraguay)
Quando Walter Sabatini lo ha strappato al Barcellona un anno fa tutti urlarono al colpaccio. A ragione. Peccato però che Sanabria, acquistato dai blaugrana come uno dei possibili eredi di Leo Messi, a Roma non abbia trovato spazio e che – tra una cosa e l’altra – non giochi una partita ufficiale da tempo immemore. Con la nazionale però si trasforma, ed è uno dei leader carismatici riconosciuti da tutti. Punta veloce e ficcante, agisce in più posizioni ed è letale quando gli so concede il minimo spazio. E’ la stella del Paraguay, paese che lo ha perso da giovanissimo, squadra che dovrà giocoforza farsi trascinare dal suo talento.


ALEXIS COSSIO (1995, Sporting Cristal, Perù)
Una delle (poche) note positive del Perù è senza dubbio il terzino sinistro dello Sporting Cristal, Alexis Cossio. Con il Cervezero gioca titolare da un pezzo, tanto da aver spodestato sulla ‘banda‘ un’istituzione come Yotun. Mancino, veloce, predilige giocare come laterale di una difesa a quattro in modo da poter duettare con la mezzala di turno e arrivare facilmente sul fondo. In patria ne parlano come un ragazzo serio e professionalmente apprezzabile, tanto che a Lima e dintorni è già stato proiettato dai media in nazionale maggiore.


SERGIO PENA (1995, Granada, Perù)
L’Udinese lo ha comprato la scorsa estate e poi ceduto in prestito al solito Granada. Ragionatore di centrocampo, Pena è nato a Lima ed è cresciuto nel vivaio dell’Alianza Lima e con la maglia de ‘Los Grones’ ha messo insieme 22 presenze, diventando molto amico di un altro talento peruviano, Yordi Reyna. Destro educato e velocità in impostazione, giocherà probabilmente dietro le punte e indosserà la fascia di capitano, oltre che il numero 10.


RODRIGO AMARAL (1997, Nacional, Uruguay)
Uno dei mancini più educati della competizione. Così lo ha definito il Trome, portale peruviano, in fase di presentazione. Cresciuto nel vivaio del Nacional, Rodrigo Amaral è una mezzapunta offensiva che molto presto lascerà l’Uruguay per l’Europa, date le offerte già pervenute in società al Bolso. Si giocherà un posto da titolare, data la sua giovane età, ma l’impressione è che questo ragazzo potrebbe rivelarsi una delle sorprese delSudamericano. Tra i pari età ha fatto vedere colpi importanti, oltre ad evidenziare un’ottima media realizzativa.


FRANCO ACOSTA (1996, Fenix, Uruguay) 
Il piccolo Fenix si sfrega le mani pensando alla futura plusvalenza che gli frutterà Franco Acosta. Il centravanti classe ’96 è davvero uno degli attaccanti più forti presenti al torneo, nonchè tra i più famosi visto che assieme al ‘gemello’ Kevin Mendez (che non ci sarà per scelta tecnica) ha dato spettacolo soprattutto con la maglia della Celeste. Prima punta classica, è il vertice alto del 4-2-3-1 di un Uruguay che punta a vincere la manifestazione organizzata dalla stessa federazione. Fisicamente ben strutturato, è abile sia di piede che nel gioco aereo, oltre a possedere un discreto fiuto per il gol.

AGUSTIN ALE (1995, River Plate, Uruguay)
Difensore centrale mancino che il River Plate ha lanciato più per necessità che per sfizio, venendo ripagato in pieno. Ale è un ottimo marcatore, veloce e ruvido quanto basta, ma anche tecnicamente apprezzabile in disimpegno. Non è tra i più famosi della rosa, ma proprio la sua adattabilità potrebbe farne un’occasione di mercato per molti club. Il Nacional provò a prenderlo lo scorso anno, ma i Darseneros non se ne privano facilmente. Ci vogliono gli argomenti giusti.

ANDRES PONCE (1996, Llaneros, Venezuela) [SCHEDA]
Tanta classe quanta pazzia. Andres Ponce è un giocatore che non va sottovalutato perchè tecnicamente potrebbe diventare tra i migliori al mondo, almeno in prospettiva. Purtroppo alcuni problemi burocratici (ad un certo punto si credeva avesse due anni in più e che fosse colombiano) e altri caratteriali (escluso dal mondiale under 17 per alcune ‘scorribande’ con l’amico Renato Pena) ne hanno arrestato l’ascesa. Ponce è un attaccante totale, segna in tutti i modi e tecnicamente non ha nulla da invidiare a giocatori ben più quotati. La Vinotinto si aggrappa alle sue giocate, lui invece deve provare a riemergere dopo i già citati problemi che lo hanno relegato a giocare per lo Llaneros, squadra di bassa classifica.

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