Intervista - Diego Errichetti e la Bundesliga


Quinta tappa del nostro viaggio di fine anno intorno all'Europa. Oggi andiamo in Germania, dove il Bayern sembra ormai aver ipotecato il titolo di una Bundesliga mai in discussione. Per sviscerare al meglio l'argomento abbiamo raggiunto Diego Errichetti, tra i massimi esperti di Bundes in Italia.
Metà stagione è andata in archivio: Bayern virtualmente campione?

Lo è, non solo per la loro superiorità sul campo. La sconfitta del Borussia Dortmund a Colonia nell’ultima giornata dell'Hinrunde ha permesso di allungare ancora una volta a +8 e ora sarà davvero tutta discesa (sappiamo quanto Guardiola tenga alle partite anche “minori”, difficile che molli). Facendo un rapido calcolo, al BVB - unica candidata a insidiare il Bayern - servirebbero 18 vittorie su 18 nel Rückrunde e il Bayern dovrebbe perdere sulla strada più di otto punti: pressoché impossibile, lo dicono i numeri. 

Dalla prossima stagione Carlo Ancelotti allenerà il club bavarese. Come valuti la scelta del tecnico italiano? Saprà imporsi?
 
Onestamente mi sarei aspettato una mossa diversa da parte del Bayern, per Ancelotti invece sarà quel quid che mancava alla sua carriera. Il Bayern ha scelto la continuità, Ancelotti una situazione da gestire senza troppe pressioni e - parliamoci chiaro - economicamente favorevole. Dovesse vincere Pep quest’anno al Champions, ad Ancelotti sarà consegnato un testimone quantomai tiepido. Sarà suo il compito in ogni caso di dare un senso nuovo alla realtà del Bayern, dopo tante stagioni di vittorie (soprattutto in Bundesliga) e trofei. Insomma, Ancelotti ha preso il posto che avrebbe voluto: gestirà e cercherà di rimanere al top in Europa, ruolo per cui è maestro. Sulla Bundesliga ho qualche speranza che lo strapotere del Bayern calerà leggermente, proprio perchè non ci sarà più quell’estrema maniacalità a la Guardiola per le partite meno importanti.

Guardiola, che probabilmente vincerà il titolo prima di lasciare, ha svolto un lavoro importante. Secondo te Pep ha fatto il massimo?

Tema scottante, le correnti di pensiero sono ben divise e distanti. Parlare di pro-Pep o contro-Pep è molto difficile, soprattutto oggi che la sua avventura a Monaco di Baviera ancora non è terminata. Di certo lui ha fatto il massimo, è una prerogativa del suo modo d’essere. Ha avuto il coraggio di cambiare molto (così come molto è stato cambiato senza il suo benestare, non poche le scintille con la dirigenza), soprattutto tatticamente. Penso che la sua gestione sia stata positiva sotto il profilo tecnico, perchè davvero molti giocatori sono migliorati, a partire da Boateng e Alaba. Sotto il profilo dei risultati, mi piacerebbe aspettare il termine di questa stagione. Arrivasse la Champions, credo sarebbe un successo al 100%; non dovesse arrivare, credo che tutto sommato sia stata comunque una gestione positiva e utile per quello che sarà il futuro del Bayern. 

Passiamo al Borussia Dortmund. Buon impatto di Tuchel, ma la squadra ha momenti di appannamento (vedi Amburgo e Colonia) che cancellano filotti importanti. Era plausibile o ti aspettavi reggessero di più?

L’impatto di Tuchel non penso sia stato solo buono, ma notevolissimo. Tutti o quasi se lo aspettavano, ma vederlo messo in pratica in maniera così ineccepibile credo sia stato sorprendente. Ben venga qualche momento di appannamento, dopo una stagione così complicata come l’ultima di Klopp trovare una solidità così era davvero compito arduo. Tuchel ha davvero tanti meriti: aver saputo sfruttare i nuovi giocatori; aver lanciato giovani di assoluto avvenire (vedi Ginter e Weigl); aver rilanciato giocatori in difficoltà come Gûndogan, Kagawa & co; e aver portato Aubameyang prima punta in maniera stabile. E ricordiamoci che restare a -8 otto dal Bayern con l’impegno europeo e la Coppa è cosa non proprio semplicissima. 

Ti faccio due nomi: Douglas Costa ed Aubameyang. Se non sono loro gli mvp di questa prima metà di stagione, poco ci manca

Decisamente. Uno, il gabonese, ha come detto sfruttato al massimo il cambio di ruolo (da esterno con Klopp a prima punta con Tuchel) e i risultati si sono visti eccome. L’altro, il brasiliano, è arrivato quasi dal nulla (30 mln oggi sono nulla per un giocatore di quel livello, ahinoi) e si è inserito alla perfezione nei meccanismi di Guardiola. Non so di chi sia stata l’idea di portare Costa a Monaco, ma di certo merita una stretta di mano. Oggi è il motore primo del Bayern sulla fascia ed davvero tanti gol sono passati dai suoi piedi. 

L'impatto di Andre Schubert al Borussia MG è un fenomeno da studiare. Qual è l'upgrade rispetto alla gestione Favre?

Non ha precedenti, davvero. Ciò che ha fatto Schubert è sensazionale, soprattutto alla luce dell’umiltà che ha sempre messo in campo, anche nei confronti di un gruppo esperto e molto maturo. Non vedo upgrade rispetto alla gestione Favre, diciamo che Andre è stato il perfetto motivatore per far ritrovare il carattere alla squadra. Favre non ha demeriti secondo me, arriva prima o poi il momento in cui, dopo tanti anni a lavorare e a crescere, hai bisogno di tirare il fiato. Si è fatto da parte ed è stato l’inizio della rinascita spirituale del Gladbach, coronato col rientro in zona Europa. Darei voto 9 a Favre per l’onestà e per gli obiettivi raggiunti in queste ultime stagioni, voto 10 a Schubert per aver saputo ricaricare le batterie a un gruppo spento. Ora attendiamo il girone di ritorno, soprattutto il rientro da una pausa che potrà dirci qualcosa in più.

Altra squadra da tenere sott'occhio è l'Hertha Berlino. Quali sono i segreti di questa squadra? E secondo te sono pronti per andare in Champions?

I segreti sono due: unità e spirito di sacrificio. L’Hertha non è tra le più belle, tra le più divertenti squadre di Germania. Hanno semplicemente due palle grosse come Brandenburger Tor e un allenatore che ha saputo tirar fuori ogni singolo attributo dal gruppo. Pal Dardai è la mia personale storia del 2015, tra Berlino e la nazionale ungherese. A 39 anni ha fatto qualcosa di inconcepibile, sarà uno da tenere d’occhio nel prossimo futuro. Tornando al campo, credo che gli innesti di Darida (preso a 3.5 mln dal Friburgo, AFFARONE) e Weiser (a zero dal Bayern) siano stati oculati quanto fortunati. Oggi l’Hertha vince e lo fa anche con la personalità di una grande. E, perchè no, mi piacerebbe vederli in Champions League, sarebbe davvero un grande successo per una città che era stata quasi dimenticata dalla cartina geografica della Bundesliga.
 
Lotta per l'Europa e lotta salvezza: chi vedi favoriti?

Immagino che Bayern e BVB siano già da considerarsi in Champions, così come vedremo penso anche il Gladbach, alla fine. Il quarto posto è davvero un rebus, tutto dipenderà da quanto vorrà continuare a far bene l’Hertha. Le candidate più serie secondo me sono lo Schalke, che sta giocando benissimo e troppo spesso è stata vittima di risultati sfortunati, e il Leverkusen, molto dipendente dalla continuità del Chicharito Hernandez (finora è andata decisamente bene). Il Wolfsburg, invece, dovesse continuare di questo passo, penso rischierà anche di finire ai preliminari di Europa League. Come possibile outsider vedo il Mainz, sarebbe bello che coronino la gestione Heidel (il ds storico che dovrebbe lasciare a fine stagione e andare allo Schalke) con un’altra, speriamo più fortunata qualificazione europea. 

Per la retrocessione sarà sfida all’ultimo punto come nella passata stagione. L’Hannover ha davvero poco talento, ora vedremo cosa combinerà Schaaf, nuovo allenatore. Credo che l’Hoffenheim si possa riprendere, sarà invece più difficile per il Werder Brema, anche in una discreta crisi economica. Direi Werder e Hannover per la retrocessione, Stoccarda, Eintracht o Darmstadt per i play-out. 
 
Su queste pagine diamo molto spazio ai giovani talenti. Chi ci consigli di tenere d’occhio?

Ce ne sono davvero troppi per poter fare una classifica di valori. Davanti agli occhi di tutti ci sono i Sane, i Goretzka, i Calhanoglu e i Weigl di turno. Ma occhio a Dahoud del Gladbach, Weiser dell’Hertha e Stendera dell’Eintracht. Ce ne sarebbero altri mille, magari facciamo una puntata a parte! :D
 Chiudiamo con la nazionale. Che momento sta vivendo la squadra di Low? Può vincere Euro 2016? E, a tuo parere, quali sono le reali prospettive future di questo gruppo?

Partirei dalla fine, ovvero dalle prospettive: Löw è stato un maestro nel plasmare il gruppo in questi ultimi anni, è stato capace di unire l’esperienza dei “soliti" big ai giovani eccezionali cresciuti.  La base di giovani è forte, ma sono tanti e tutti da inserire in maniera oculata. Molto dipenderà credo dallo stesso Jogi, che ha un contratto fino al 2018: se prenderà in carico il ruolo di formatore, senza abbandonare dopo l'Europeo, allora potrà creare le basi per nuovi cicli futuri. Ho paura che cambiare, ora, potrebbe essere fatale per molti dei talenti emergenti in Germania. Tornando al campo: ripetere il Mondiale sarà difficile, soprattutto dal punto di vista psicologico: la squadra sarà più o meno la stessa e l’abitudine a vincere gioca brutti scherzi, come sappiamo. L’Europeo allargato può essere un’ulteriore avversaria di questa Germania. 
 
Puoi leggere Diego Errichetti su Twitter o sul sito di Gianluca Di Marzio.
 
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